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Bufera sul bob israeliano

Finta indisposizione, squadra ritirata dai Giochi

Bufera sul bob israeliano

I Giochi invernali si chiudono come erano iniziati: con una polemica sulla pista da bob. Non più discussioni su costi e sostenibilità, ma un caso disciplinare che travolge la squadra di Israele e riporta tensioni dentro e fuori il villaggio olimpico.

Il Comitato olimpico israeliano ha deciso il ritiro del quartetto guidato da Adam “AJ” Edelman dopo aver accertato una simulazione di malattia. L’atleta Uri Zisman avrebbe dichiarato un’indisposizione inesistente per consentire l’ingresso in gara di Ward Fawarsy, unico componente druso della formazione. Una scelta presentata dal team come gesto simbolico, ma giudicata irregolare dai vertici sportivi.

Il regolamento consente sostituzioni soltanto in presenza di infortunio o malattia certificata. In questo caso, secondo quanto riferito dal Comitato, Zisman si sarebbe sottoposto a visita medica e avrebbe firmato una dichiarazione giurata non veritiera. Una violazione che ha portato al ritiro immediato dalla finale, trasformando la vicenda in uno psicodramma nazionale.

Edelman ha assunto la responsabilità dell’accaduto, rivendicando la volontà della squadra di garantire al compagno druso la possibilità di scendere in pista. Una motivazione che non ha evitato la sanzione e che ora divide opinione pubblica e sostenitori, mentre il caso riaccende polemiche già esplose durante l’Olimpiade tra contestazioni, fischi e tensioni mediatiche.

Sul piano sportivo, la cronaca della finale resta in secondo piano. La Germania domina con Johannes Lochner e Francesco Friedrich davanti alla Svizzera di Michael Vogt. L’Italia chiude quinta, a un soffio dal podio. 

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