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Derubati da un falso finanziere

Il truffatore ha inviato il marito in caserma e ha chiesto alla moglie di mostrargli l’oro

Derubati da un falso finanziere

Hanno rubato i gioielli di famiglia utilizzando un viscido raggiro, rendendo ancora più pesante il colpo per le vittime, una coppia di pensionati di Ceregnano, che si è fidata della persona che si è presentata alla loro porta dicendo di essere un finanziere. Purtroppo era un vile truffatore, riuscito a fuggire con alcuni oggetti in oro trafugati con un bieco inganno.

A lanciare l’allarme a tutta la cittadinanza è stato, nel pomeriggio di oggi, lunedì 23 febbraio, il sindaco di Ceregnano Egisto Marchetti: “Appena i carabinieri mi hanno informato di cosa fosse successo - spiega - ho pensato che fosse importate avvertire subito tutti, perché la prima difesa contro le truffe è l’informazione”.

Il primo cittadino precisa: “Non ho informazioni molto dettagliate, ma secondo quanto mi hanno riferito, un uomo si è presentato a casa di una famiglie che non vive in centro, ma nella prima periferia del paese. Marito e moglie, pensionati, ma non particolarmente anziani, fra i 60 e i 70 anni. Un uomo si è presentato a casa loro spacciandosi per un finanziere e dicendo che si erano verificati dei furti nella zona e che doveva fare un controllo”. Secondo questa prima ricostruzione, il truffatore avrebbe utilizzato uno stratagemma particolarmente convincente: avrebbe infatti invitato il marito a recarsi subito in caserma, a Rovigo, mentre lui continuava con il controllo in casa. E così, rimasto solo con la moglie, le ha chiesto di fargli visionare i loro averi in modo da verificare che ci fosse tutto. A questo punto, approfittando di un attimo di distrazione, avrebbe arraffato l’arraffabile per poi dileguarsi a tutta velocità.

La truffa è stata quindi subito scoperta e immediata è stata la chiamata ai carabinieri. Una chiamata che, come consigliano sempre le forze dell’ordine, va fatta sempre preventivamente, alla presenza del minimo dubbio. Nel vademecum del ministero dell’Interno si rimarca: “Non aprite la porta a sconosciuti, anche se vestono un’uniforme o dichiarino di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità, seppur muniti di cartellino identificativo o tesserino, se non siete sicuri della loro identità. Non esitate a contattare, immediatamente, il 113 o il 112 in caso di sospetto sulle identità delle persone che bussano alla vostra porta e sui motivi che vi rappresentano. Se non ricevete assicurazione non aprite per nessuna ragione”. Anche perché, purtroppo, i truffatori sono dei “professionisti”, e sanno essere rassicuranti e convincenti. Tutti possono essere raggirati. Sempre meglio una chiamata in più a vuoto che una truffa a segno.

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