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PORTO TOLLE

Il Comune adegua il piano antenne

Restano vigenti le misure a tutela di salute e ambiente, le nuove installazioni saranno valutate

Il Comune adegua il piano antenne

Restano vigenti le misure a tutela di salute e ambiente, le nuove installazioni saranno valutate

Con “un po' di rammarico", come ha ammesso in aula il vicesindaco Raffaele Crepaldi, il consiglio comunale ha approvato la parziale disapplicazione del piano antenne varato nel 2019. Una scelta dettata dal cambio di orientamento dei tribunali amministrativi, che impone ai Comuni regole più flessibili nella gestione degli impianti di telefonia mobile, pur mantenendo le tutele ambientali e sanitarie previste dal regolamento.

Nella seduta del 18 febbraio, il consiglio comunale di Porto Tolle ha approvato la parziale disapplicazione del piano comunale di pianificazione e controllo dei campi elettromagnetici, adottato per regolamentare l'installazione di impianti di telefonia mobile sul territorio.

La delibera riguarda in particolare gli articoli del regolamento relativi all'individuazione delle aree dove collocare le antenne. A presentare il provvedimento in aula è stato il vicesindaco Raffaele Crepaldi, che ha parlato apertamente di una scelta maturata “con un po' di rammarico”, ricordando come il piano originario fosse stato fortemente sostenuto dall'amministrazione con l'obiettivo di tutelare la salute pubblica e limitare l'esposizione ai campi elettromagnetici. Il regolamento redatto con il supporto di uno studio tecnico specializzato mirava a individuare aree precise e periferiche (lontane da centri abitati, scuole, chiese e luoghi di maggiore frequentazione) dove concentrare le installazioni degli operatori telefonici. Oltre all'aspetto sanitario, il piano prevedeva anche criteri economici chiari, stabilendo canoni e modalità uniformi per le installazioni, superando accordi privati ritenuti poco controllabili.

Negli ultimi anni, però, il quadro normativo e giurisprudenziale è cambiato. Come spiegato dal vicesindaco, diverse sentenze del Tar e del Consiglio di Stato hanno stabilito che i Comuni non possono imporre divieti generalizzati o confinare le antenne in poche aree prestabilite se questo rischia di compromettere la copertura del servizio. La telefonia mobile, infatti, “viene considerata dalla normativa nazionale un servizio di interesse pubblico, prevalente rispetto alla pianificazione locale quando è in gioco la continuità della rete”, ha spiegato Crepaldi. Per evitare contenziosi e possibili soccombenze legali (già avviate da alcuni operatori) l'amministrazione ha quindi scelto di disapplicare le parti del regolamento ritenute non più compatibili con l'orientamento dei tribunali. “Il piano non viene eliminato, restano in vigore le disposizioni legate alla tutela ambientale e sanitaria, così come i criteri di mitigazione e i vincoli specifici per le aree sensibili, come scuole e ospedali - ha aggiunto il vicesindaco -. Le nuove richieste di installazione saranno però valutate caso per caso, applicando direttamente la normativa nazionale e verificando la compatibilità urbanistica e ambientale”.

Crepaldi ha ribadito che l'obiettivo dell'amministrazione resta quello di “preservare la salute dei cittadini”, pur dovendo fare i conti con una normativa che limita i margini di intervento dei Comuni. Nel dibattito è emerso anche il tema della copertura del segnale nelle frazioni e nelle zone turistiche, come Boccasette, dove nei periodi di maggiore affluenza si registrano criticità di rete. L'amministrazione ha assicurato che continuerà a vigilare sulle installazioni, cercando un equilibrio tra esigenze di salute pubblica e necessità di garantire un servizio ormai indispensabile come la telefonia mobile.

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