VOCE
ECONOMIA
23.02.2026 - 20:00
Dal primo gennaio 2026 entra in vigore una nuova fase della riforma dei pagamenti elettronici: i terminali Pos dovranno essere formalmente associati ai registratori telematici che certificano i corrispettivi. La novità, illustrata nella guida diffusa dall’ Agenzia delle Entrate, consolida il percorso di digitalizzazione fiscale avviato negli ultimi anni e punta a rendere pienamente coerenti i dati degli incassi elettronici con quelli delle vendite trasmesse al Fisco.
Il sistema non introduce nuovi documenti, ma rafforza il legame tra pagamento e certificazione. Il Pos resta lo strumento con cui l’esercente accetta carte di debito, credito e soluzioni digitali, comprese le applicazioni su smartphone e i terminali virtuali integrati nei software gestionali. Il registratore telematico continua a memorizzare e inviare in automatico i corrispettivi giornalieri, sostituendo lo scontrino fiscale tradizionale. Con la nuova disciplina, però, i due dispositivi devono risultare ufficialmente collegati, così che ogni incasso elettronico possa essere ricondotto alla relativa operazione certificata.
Dal 2020 la trasmissione telematica dei corrispettivi è diventata la modalità ordinaria per commercianti al dettaglio e attività aperte al pubblico. L’ulteriore passaggio richiesto ora mira a eliminare eventuali scostamenti tra i pagamenti registrati dai circuiti elettronici e i documenti commerciali emessi, riducendo il rischio di incongruenze.
Il collegamento tra Pos e registratore non richiede necessariamente un’integrazione tecnica o fisica tra i dispositivi. L’associazione avviene attraverso una procedura online nell’area riservata del portale fiscale: l’esercente, o un intermediario incaricato, deve comunicare i dati identificativi degli strumenti utilizzati e l’unità locale di riferimento. Per i terminali già in funzione alla data di entrata in vigore dell’obbligo è previsto un termine per completare l’adempimento; per quelli attivati successivamente, la registrazione dovrà avvenire entro un intervallo definito dopo l’attivazione. L’abbinamento resta valido fino a eventuali variazioni, come la sostituzione dei dispositivi o il trasferimento dell’attività.
L’obbligo coinvolge tutti i soggetti che certificano i corrispettivi con registratore telematico o procedura web e che accettano pagamenti elettronici. Non solo i Pos installati sul banco, ma anche terminali mobili, sistemi collegati a tablet o smartphone e soluzioni virtuali integrate nelle piattaforme di vendita online. Ogni strumento che consenta l’incasso elettronico di un’operazione certificata deve essere oggetto di associazione, salvo i casi in cui la normativa esclude l’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi.
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