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veneto
24.02.2026 - 13:18
Un patrimonio composto da gioielli, monili e oggetti preziosi, accumulato nel corso di anni attraverso furti, rapine e truffe commessi in diverse regioni italiane, sta progressivamente tornando nelle mani dei legittimi proprietari. È l’esito dell’attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Padova, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica patavina.
L’indagine aveva portato, nel marzo 2025, a un ingente sequestro di beni ritenuti di provenienza delittuosa. Il 13 marzo dello scorso anno, al termine di un’operazione su vasta scala che ha coinvolto oltre 350 militari nelle province del Veneto, a Rimini e a Trento, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Padova nei confronti di due persone indagate per riciclaggio.
Contestualmente sono stati eseguiti circa 70 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti, indagati, in ipotesi accusatoria, per ricettazione. Nel corso delle attività sono state sequestrate consistenti somme di denaro contante e rilevanti quantitativi di oro e argento, in parte già fusi e trasformati in lingotti e verghe, modalità ritenuta funzionale a ostacolare la tracciabilità dei beni.
Nel complesso i militari hanno recuperato circa 30 chilogrammi di monili in oro, gioielli e preziosi, successivamente catalogati e sottoposti a stima per un valore complessivo pari a circa un milione e 650 mila euro. Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, il materiale sarebbe riconducibile prevalentemente a reati contro il patrimonio, in particolare furti in abitazione.
Per consentire l’individuazione dei proprietari, nel settembre 2025 il Comando Provinciale dei Carabinieri di Padova ha pubblicato sul sito istituzionale dell’Arma le fotografie degli oggetti sequestrati. L’iniziativa ha registrato numerose segnalazioni da parte di vittime di furti, rapine e truffe, successivamente convocate presso gli uffici dell’Arma per il riconoscimento dei preziosi.
L’attività di verifica ha permesso finora di attribuire oltre 150 oggetti ad altrettanti proprietari, per un valore complessivo stimato in circa 400 mila euro. I beni riconosciuti risultano collegati a 58 episodi delittuosi commessi tra maggio 2013 e marzo 2025 nelle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana, Umbria, Lazio e Molise.
Gli oggetti individuati potranno ora essere restituiti agli aventi diritto, a seguito dell’emissione dei relativi decreti di dissequestro da parte dell’Autorità giudiziaria, mentre proseguono le attività finalizzate all’identificazione di ulteriori proprietari della refurtiva ancora custodita.
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