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“Ivo, vera anima del Lions Club”

Cordoglio per la scomparsa all’età di 90 anni del perito agrario. Era anche socio onorario del sodalizio

“Ivo, vera anima del Lions Club”

Cordoglio cittadino per la scomparsa all’età di 90 anni del perito agrario Ivo Romanini, persona molto nota e stimata non solo a Badia Polesine. Era nato a Bagnolo di Po il 23 giugno del 1935 e nel 1962 sposò Danila Verzola che diede alla luce il figlio Roberto.

Nel 1967 si trasferì a Badia, dove ben presto si fece apprezzare le sue qualità umane, coltivando molte amicizie. Alle esequie, è stato Terenzio Zanini, con Ivo socio fondatore del Lions club Badia Polesine Adige PO, a testimoniare la fraterna amicizia che li legava e ricordarne le doti. “I Lions lo ricordano soprattutto per la generosità con la quale ha servito la comunità badiese e l’Alto Polesine, nell’accettare e svolgere con diligenza gli incarichi. Sempre presente in ogni circostanza, soprattutto nei casi più delicati della vita, sempre accompagnato dalla sua amata Danila”

. A Natale dello scorso anno, sentendo scemare le energie, confidò all’amico Zanini l’intenzione di defilarsi dalla vita attiva del club. Per questo, onorandone l’insostituibile ruolo, il club aveva deciso che Ivo avrebbe cambiato status: da socio ordinario sarebbe diventato socio onorario, assegnandogli la “Melvin Jones Fellow”, onorificenza che viene attribuita ai lionisti distintisi per valore e continuità del servizio. “Lo ricorderemo sorridente, nelle ricorrenze del club quando ogni incontro si scioglieva in un abbraccio che valeva più di mille parole”, ha concluso Zanini, porgendo le più affettuose condoglianze del presidente Mauro Biscaro al figlio e alla moglie Danila.

Ivo, però, si è fatto apprezzare anche come specialista nella selezione genetica del mais alla “Polesana sementi”, un’azienda che svolse per decenni un ruolo economico di prim’ordine nella ricerca agricola del territorio. Così lo ricorda Fabio Ortolan, cofondatore con Ivo della “Venerabile confraternita della polenta di Villa d’Adige 1554”. “Lo volemmo presidente - ricorda Ortolan - perché il nostro Ivo, allievo di Cirillo Maliani, fu l’ultimo tecnico della ‘Polesana sementi’ e stimato responsabile della linea sulle varietà messicane Azul e sulle varietà boliviana Morado e dei mais ibridi peruviani. Insieme al dottor Toffano (ultimo direttore della Polesana sementi ndr) si impegnò sulla ricerca selettiva del mais ‘Marano’, anche se purtroppo, dopo il crack di Federconsorzi, il materiale genetico custodito a Badia approdò a Bologna (ora conservato alla Sis-Foraggera)".

"Successivamente Ivo lavorò per la tedesca Kws nei campi sperimentali di Monselice. Instancabile e mai pago, come genetista seguiva in questi ultimi anni il campo sperimentale creato da Gherardo Franza a Villafora, dove si provano varietà antiche di mais, fra i quali il ‘Morado’, mais peruviano dal colore viola intenso. Dell’attività con la ‘Confraternita della polenta’, Ivo serbava orgogliosamente i ricordi del convegno nella sala degli Arazzi dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, sulle ‘Nuove frontiere del mais, la nutraceutica del cibo fonte di salute’, della presentazione all'Expo 2015 di Milano del volume ‘Il mais nella storia agricola italiana iniziando dal Polesine’ e del convegno nel 2022 in Abbazia della Vangadizza sul suo maestro Cirillo Maliani”.

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