Cerca

POLITICA

Trivelle, la maggioranza a un bivio

La proposta impegna il sindaco e la giunta a manifestare contrarietà alla ripresa delle estrazioni

Trivelle, la maggioranza a un bivio

“Riteniamo che la mobilitazione largamente trasversale che si è creata intorno alla possibilità di nuove ricerche e nuove estrazioni sul nostro territorio, confermata dalla manifestazione di Adria di pochi giorni fa, non possa vedere assente il comune capoluogo. Anche Rovigo deve fare la sua parte e prendere pubblicamente posizione”. Con queste parole i capigruppo di opposizione Diego Crivellari e Palmiro Franco Tosini hanno protocollato martedì mattina una mozione sul tema delle trivellazioni in Polesine e nell’area del delta del Po. Tema che, ha spaccato il fronte del centrodestra dal momento che il sindaco Valeria Cittadin non si è detta favorevole ma nemmeno contraria, aprendo di fatto all’eventualità di discutere possibili progetti. Attraverso la mozione dal titolo “No alle trivelle nel delta del Po”, Crivellari e Tosini mettono la maggioranza di palazzo Nodari davanti ad un bivio dal quale è impossibile uscire senza compiere una scelta netta: pronunciarsi contro le trivellazioni insieme alla maggioranza dei sindaci polesani o aprire all’eventualità come ha fatto sindaco? Un dilemma non facilissimo.

Dal canto loro Tosini e Crivellari spiegano: “Confidiamo nel fatto che proprio questo tema possa finalmente unire tutti i consiglieri e le varie forze politiche, perché l'unità del territorio è condizione che può far sentire maggiormente la voce di Rovigo e del Polesine a Roma e nelle sedi istituzionali dove il tema continuerà ad essere discusso”. Questo anche alla luce della manifestazione che si è tenuta ad Adria sabato scorso alla quale ha partecipato “un fronte trasversale di sindaci – puntualizzano – amministratori, rappresentanti delle istituzioni (Parlamento, Regione del Veneto, Provincia di Rovigo), comitati e associazioni, cittadini che ha ribadito con chiarezza la propria opposizione alla ripresa delle trivellazioni”.

Nel testo della loro mozione, i due capigruppo ricordano che “i territori delle province di Rovigo, Ferrara e del comune di Ravenna sono stati interessati dallo sfruttamento di giacimenti metaniferi dal 1938 al 1964”, che “il fenomeno della subsidenza, così aggravato dall’impatto dell’attività umana, ha determinato una condizione complessiva di grave dissesto idraulico e idrogeologico”, che “le recenti notizie secondo cui il ministero dell’ambiente avrebbe assegnato 34 licenze per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, alcune delle quali interessano aree importanti della nostra provincia e coinvolgono i Comuni di Adria, di Gavello, di Villanova Marchesana, di Papozze, di Taglio di Po, di Ariano nel Polesine e di Corbola, hanno suscitato vivo allarme in tutto il Polesine” e, infine, che “con le preannunciate autorizzazioni per nuove trivellazioni, il fenomeno della subsidenza potrà di fatto essere soltanto accelerato e amplificato”. Dunque, si chiede al consiglio comunale di esprimere “la propria contrarierà alla ripresa delle attività di trivellazione ed estrazione nel Delta” impegnando il sindaco e la giunta “a rendere esplicita e a manifestare nelle varie sedi la propria contrarietà alla ripresa delle estrazioni” e “a sollecitare il governo e, in particolare il ministero competente, a rivedere le proprie decisioni in materia e ancora il Governo a rifinanziare prontamente gli interventi legislativi già previsti in passato per mitigare gli effetti della subsidenza nel nostro territorio”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400