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Un weekend dal bilancio amaro

Troppi rifiuti abbandonati nell'ambiente

Un weekend dal bilancio amaro

Un vero e proprio esercito in maglia blu ha trasformato la sponda del Po della Donzella a Gorino Sullam in un’operazione di pulizia senza precedenti. I volontari di Plastic Free, guidati dal referente provinciale Riccardo Mancin, hanno compiuto un’impresa titanica, rimuovendo un quantitativo impressionante di plastica e rifiuti accumulati negli anni in quella frazione del Comune di Taglio di Po.

Anche se il peso ufficiale dovrà essere confermato da Ecoambiente, le stime parlano già di un record in negativo: oltre dieci tonnellate di materiali, frutto di decenni di abbandoni e accumuli lungo il fiume.Il weekend di pulizia ha visto la partecipazione di 140 volontari provenienti da tutto il Veneto, dall’Emilia-Romagna, dalla Lombardia, dal Trentino Alto Adige, dal Friuli-Venezia Giulia e dalle Marche. L’appello social di Mancin ha trovato ampia risposta, favorita anche dalla collaborazione con i gestori di due ostelli locali, che hanno messo a disposizione spazi per il pernottamento e momenti di aggregazione e conoscenza del territorio, rendendo l’iniziativa non solo un intervento ambientale ma anche un’occasione di comunità.

“Ringrazio Rosita Trombini, Luca Massarenti e tutto lo staff dei due Rifugi Natura di Gorino Sullam per il calore e la disponibilità – spiega Mancin – e ringrazio Sandro Vidali per averci dedicato un po’ del suo tempo raccontandoci il delta con semplicità, passione e competenza. Tutti hanno apprezzato l’accoglienza e il servizio. Ringrazio anche Katia, presenza fissa all’accoglienza e sempre pronta a coordinare”.

L’intervento, durato tutto il sabato e la domenica per circa dieci ore, è stato supportato da due furgoni privati – quello di Mancin e del volontario Luca Pregnolato – costantemente in spola sull’argine per recuperare il materiale raccolto e fornire sostegno ai volontari. “Una situazione disastrosa – prosegue Mancin – frutto di decenni di accumulo del fiume ma anche di tanti abbandoni e sversamenti di persone che distruggono lo spazio comune e restano purtroppo impunite. Inaccettabile. Lo shock dei presenti davanti a questa realtà si comprende solo vedendola di persona, toccandola con mano. Queste attività servono anche a questo: non solo rifiuti che cessano di inquinare l’ambiente, ma persone che vivono un’esperienza forte. Il cambiamento inizia proprio dalla presa di coscienza”.

A monitorare scientificamente il lavoro dei volontari, una delegazione di ricercatori del Cnr Ismar di Venezia, nell’ambito del progetto europeo Inspire dedicato ai principali fiumi del continente. Gli esperti hanno rendicontato scrupolosamente a fini scientifici i materiali raccolti, confermando l’importanza di unire scienza e volontariato per tutelare l’ambiente. “Scienza e volontariato devono collaborare per migliorare un pianeta spesso bistrattato – conclude Mancin – Siamo felici di contribuire a progetti importanti e di spessore, ma vorremmo più impegno anche da parte delle istituzioni, da quelle nazionali a quelle regionali e locali. Il futuro passa da scelte coraggiose del presente, e noi ci siamo”. L’attenzione per il Grande Fiume non si ferma qui: il 21 marzo a Polesine Camerini è previsto un nuovo evento di pulizia, parte del progetto ministeriale Po SalvaMare, realizzato in collaborazione con Legambiente.

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