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veneto
25.02.2026 - 07:01
La difficoltà nel reperire bagnini di salvataggio in vista della prossima stagione balneare riporta al centro dell’attenzione l’organizzazione dei servizi lungo il litorale veneto. In assenza di personale sufficiente, i concessionari delle spiagge valutano l’ipotesi di informare preventivamente i turisti della possibile presenza di tratti di arenile dove la balneazione sarà consentita ma priva del servizio di salvataggio in acqua, come già avviene in alcune località costiere italiane.
A illustrarlo nei giorni scorsi è stato Lorenzo Braida, presidente del Sindacato Italiano Balneari del Veneto e direttore del consorzio Bibione Mare, realtà che gestisce gran parte del litorale a ovest di Bibione, fino al confine con il territorio comunale di Caorle, nell’area di Punta Baseleghe. "Non vogliamo arrivare sino a questo punto, ma saremo costretti", ha spiegato Braida, evidenziando le criticità legate al reperimento del personale necessario per garantire il servizio di sorveglianza in mare.
Al centro della richiesta avanzata dai balneari vi è la revisione delle norme relative al conseguimento dei brevetti di salvataggio. In particolare, il settore chiede l’estensione del riconoscimento anche ad altre federazioni oltre alla Federazione italiana nuoto e la possibilità di introdurre modalità che consentano l’accesso ai brevetti anche ai minorenni, con l’obiettivo di ampliare il bacino dei candidati.
Per incentivare le candidature, diversi gestori stanno proponendo condizioni integrative come vitto e alloggio per i futuri assistenti bagnanti. Nonostante ciò, a circa un mese dalle festività pasquali, periodo che segna tradizionalmente l’avvio delle attività preparatorie alla stagione estiva, le domande pervenute risultano ancora insufficienti rispetto al fabbisogno stimato. Nei giorni scorsi sono stati inoltre conclusi colloqui con aspiranti bagnini provenienti dall’Argentina, coinvolti nella selezione per coprire parte delle postazioni scoperte. «In questa fase delicata, la ricerca dei bagnini di salvataggio è la maggiore delle emergenze», ha aggiunto Braida.
Situazione differente nel vicino litorale di Caorle, dove la disponibilità di bagnini di salvataggio risulta quasi completa. In questo caso, le criticità riguardano altre figure operative indispensabili per la gestione quotidiana dell’arenile. Restano infatti difficili da reperire i trattoristi incaricati del livellamento della spiaggia nelle prime ore del mattino e il personale addetto alla vigilanza e all’accoglienza dei turisti, i cosiddetti bagnini di terra.
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