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VENETO

Allerta aviaria, rischio alto

Controlli rafforzati e allevamenti al chiuso contro il rischio pandemia

Allerta aviaria, rischio alto

L’influenza aviaria torna al centro dell’attenzione sanitaria nazionale e il Veneto si conferma tra le aree più esposte. A lanciare l’allarme è Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che definisce il virus una delle minacce più monitorate per il potenziale rischio di una nuova pandemia. La regione, attraversata dalle rotte migratorie degli uccelli selvatici, rappresenta un crocevia sensibile per la diffusione del contagio.

Alla luce dell’evoluzione epidemiologica e delle indicazioni del Ministero della Salute, la Regione ha pubblicato un nuovo decreto dell’Unità organizzativa sanità animale con misure straordinarie di contenimento. L’obiettivo dichiarato è interrompere sul nascere eventuali focolai, limitarne la propagazione e prevenire nuove introduzioni del virus. Solo nel mese scorso in Italia si sono registrati circa cinquanta episodi, una decina dei quali in territorio Veneto.

Il quadro regionale è stato suddiviso in aree di rischio differenziato. La fascia settentrionale, che comprende Bellunese, Trevigiano e Alto Vicentino, è considerata meno esposta. Più critica la situazione nel resto del territorio, classificato ad alto rischio di introduzione del virus. Particolarmente delicata la cosiddetta zona B, che interessa il basso Veronese, parte del Vicentino e una porzione del Padovano, dove oltre al rischio di ingresso del virus si teme una maggiore capacità di diffusione.

Le disposizioni prevedono un rafforzamento delle verifiche negli allevamenti, il censimento del pollame, l’obbligo di ricovero al chiuso per evitare contatti con l’avifauna selvatica e lo stop a fiere, mostre e mercati. Le operazioni di vaccinazione e somministrazione di farmaci dovranno essere affidate a personale interno oppure a operatori esterni regolarmente registrati. Anche l’invio degli animali alla macellazione sarà subordinato a controlli aggiuntivi stabiliti dalla direttiva regionale.

Le misure resteranno in vigore fino alla fine della prossima settimana e rappresentano un segnale di attenzione massima verso un virus che, pur colpendo principalmente gli animali, ha già mostrato fenomeni di spillover. Dopo il passaggio dagli uccelli migratori ad anatre e galline, si registrano casi anche tra i mammiferi, in particolare nei bovini.

L’influenza aviaria, sottolinea Ricci, è tra i patogeni costantemente osservati a livello internazionale. La sorveglianza continua e il controllo capillare restano, al momento, le armi principali per prevenire scenari più gravi.

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