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CUCINA

Carciofi, l’oro verde della tavola

Tradizione, gusto e salute nel segno della cucina veneta

Carciofi, l’oro verde della tavola

Sono tra gli ortaggi più identitari della stagione primaverile e rappresentano un pilastro della cucina italiana. I carciofi non sono soltanto versatili e intensi nel sapore, ma custodiscono un patrimonio nutrizionale che li rende protagonisti anche sul fronte della salute. Il loro caratteristico retrogusto amarognolo è dovuto alla cinarina, sostanza presente nel cuore e nelle foglie, riconosciuta per l’azione benefica sul fegato: stimola la secrezione biliare e favorisce i processi di depurazione dell’organismo. A questo si aggiungono proprietà disintossicanti e un contributo concreto nel mantenere sotto controllo il colesterolo, riducendo il rischio cardiovascolare.

In Veneto il carciofo è cultura gastronomica. I celebri violetti di Sant’Erasmo, presidio di Slow Food, arrivano sui mercati a marzo e si distinguono per la forma allungata, le brattee violacee e la consistenza tenera e carnosa. In laguna vengono chiamati “articiochi” e trovano spazio sia crudi, affettati sottilmente con olio e limone, sia nelle preparazioni calde che esaltano il fondo, la parte più pregiata.

Tra le ricette simbolo spiccano i fondi de ciochi in tecia, piatto tradizionale veneziano. I carciofi vengono mondati con cura, privati delle foglie esterne più dure e rifiniti fino a lasciare il cuore compatto. Dopo un passaggio in acqua e limone per preservarne il colore, vengono rosolati con aglio e prezzemolo in olio extravergine, quindi cotti dolcemente con poca acqua o brodo vegetale fino a diventare morbidi e succulenti. Serviti caldi, con il fondo di cottura versato sopra, raccontano una cucina essenziale e autentica.

Non meno rappresentativo è il risotto con le castraure, le prime gemme del carciofo raccolte in anticipo per favorire la crescita delle successive. Tenerissime, si stufano lentamente con olio, aglio e prezzemolo, quindi si uniscono al riso tostato e sfumato con vino bianco. La cottura procede con brodo vegetale fino a ottenere la tipica consistenza “all’onda”, cremosa ma non liquida, completata da una mantecatura con burro e Parmigiano. Il risultato è un equilibrio tra dolcezza vegetale e profondità aromatica.

Accanto alla tradizione lagunare, trovano spazio preparazioni diffuse in tutta Italia. I carciofi ripieni, farciti con pane ammollato, erbe aromatiche, parmigiano e olio extravergine, vengono cotti in forno fino a formare una crosta dorata che racchiude un cuore morbido e profumato. I carciofi fritti, tagliati a spicchi, passati in uovo e farina e immersi in olio caldo, offrono invece una consistenza croccante all’esterno e tenera all’interno, a patto di utilizzare esemplari freschissimi.

Oltre al valore gastronomico, il carciofo si conferma alleato del benessere. L’elevata presenza di polifenoli, flavonoidi e carotenoidi contribuisce a contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. L’inulina favorisce la riduzione del colesterolo LDL, mentre l’acido clorogenico incide positivamente sui livelli di glicemia. Ricco di acqua e fibre, sostiene la funzionalità intestinale e aumenta il senso di sazietà, risultando utile nei regimi alimentari controllati. Il contenuto di potassio e vitamina K, infine, supporta la salute del sistema nervoso e dell’apparato osseo.

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