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ECONOMIA

Enti locali, aumenti fino a 140 euro

Firmato il rinnovo

Enti locali, aumenti fino a 140 euro

È stato sottoscritto il nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni locali per il triennio 2022-2024. L’intesa, siglata tra le organizzazioni sindacali e l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran), coinvolge oltre 400mila dipendenti della Pubblica amministrazione e introduce incrementi retributivi medi che potranno arrivare fino a 140 euro mensili.

Gli effetti economici saranno visibili già dallo stipendio di marzo. L’aumento strutturale si attesta a 136,76 euro lordi per tredici mensilità, pari a un incremento del 5,78% rispetto al monte salari del 2021. A questa quota si aggiunge lo 0,22% destinato al trattamento accessorio, che porta il totale a sfiorare i 140 euro mensili.

Con il rinnovo scatterà anche il pagamento degli arretrati maturati fino al 28 febbraio 2026. L’importo medio previsto è di circa 1.728 euro per ciascun lavoratore, una somma che mira a compensare il periodo trascorso senza adeguamenti contrattuali.

Secondo il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, l’obiettivo del rinnovo è ridurre il divario retributivo tra il personale degli enti locali e quello delle amministrazioni centrali, tradizionalmente caratterizzato da stipendi più elevati. Il nuovo contratto intende inoltre contrastare l’emorragia di personale dai Comuni, fenomeno che negli ultimi anni ha registrato tra le 11mila e le 16mila cessazioni annue, anche per effetto dei pensionamenti.

Accanto agli aumenti salariali, il testo introduce misure di flessibilità organizzativa. Debutta in via sperimentale la settimana lavorativa di quattro giorni, su base volontaria e con il mantenimento delle 36 ore complessive. Viene inoltre esteso il riconoscimento dei buoni pasto anche ai dipendenti in lavoro agile, con particolare attenzione a caregiver e lavoratori con fragilità sanitarie. La contrattazione integrativa potrà modulare le giornate in presenza e ampliare il ricorso allo smart working nei casi di maggiore necessità.

La firma arriva al termine di una trattativa durata settimane e avviata formalmente con l’intesa preliminare dello scorso novembre. Hanno sottoscritto l’accordo Uil, Cisl e Csa, mentre la Cgil ha scelto di non aderire, contestando una perdita di potere d’acquisto rispetto all’aumento del costo della vita. Con il via libera degli organi di controllo contabile, le nuove disposizioni diventano ora pienamente efficaci sotto il profilo normativo ed economico.

Nella stessa giornata è stato siglato anche il contratto dell’area dirigenti delle Funzioni locali. Per circa 13mila interessati sono previsti incrementi medi di circa 444 euro lordi mensili a partire da marzo.

Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha definito l’intesa un punto di equilibrio tra le aspettative del personale e la sostenibilità finanziaria del sistema, sottolineando la volontà di proseguire nel percorso di riallineamento retributivo con le Funzioni centrali. Il ministro Zangrillo ha indicato come prossimo passaggio l’avvio dell’iter per il rinnovo 2025-27, con l’obiettivo dichiarato di garantire continuità al processo di modernizzazione della Pubblica amministrazione.

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