Cerca

Olimpiadi invernali

Il mago del pattinaggio? E' polesano

“Gli ori olimpici? Ci credevamo"

Il mago del pattinaggio? E' polesano

“Gli ori olimpici? Ci credevamo. In Italia pochi impianti ma nato lavoro. In Polesine una volta l’anno”

E’ il direttore tecnico della nazionale di pattinaggio di velocità, che alle recenti Olimpiadi di Milano Cortina ha portato all’Italia tre medaglie d’oro e due di bronzo. Un bottino che sembra contrastare col basso numero dei tesserati e di impianti dedicati a questa disciplina. Maurizio Marchetto, è qualcosa di più di un semplice allenatore, lo definiscono motivatore, guru, visionario. E porta risultati, ed è originario di Badia Polesine.

Marchetto quale è il suo legame con il Polesine?

“A Badia ci vengo, se posso, almeno una volta all’anno. Ho dei parenti, i miei cari al cimitero. Ovviamente con i numerosi impegni sportivi della Nazionale siamo sempre in giro. Però le mie radici sono qua. E molti atleti che alleno sono veneti”.

E il pattinaggio?

“Dal punto di vista sportivo sono milanese a tutti gli effetti, d’altronde vivo in Lombardia dall’età di 11 anni”.

Dopo una giovinezza da atleta (tra cui le Olimpiadi invernali dal 1976 al 1984) da anni è il responsabile tecnico della Nazionale di pattinaggio velocità su ghiaccio.

“I riflettori si concentrano sul nostro sport in occasione dei grandi eventi. Però negli ultimi anni i risultati sono stati tantissimi, dagli ori di Torino 2006, io allenavo Enrico Fabris, ai mondiali vinti negli ultimi anni, Ma il primo titolo iridato è del 1992”.

Ed ora i tre ori e due bronzi di Milano Cortina.

“Ma non sono risultati a sorpresa. Noi conosciamo le nostre qualità, sappiamo come preparare le gare, nonostante difficoltà di allenamento che sono evidenti”.

Tra le donne c’è il fenomeno Lollobrigida, dopo i due ori olimpici continuerà?

“Deciderà lei dopo un periodo di riflessione. In questi anni la federazione e noi tecnici le siamo stati vicini, l’abbiamo accompagnata nel suo essere atleta e madre. Un buon esempio di gestione”.

Cinque podi olimpici ma anche qualche rimpianto.

“La gara dei 10mila metri maschili. Davide Ghiotto era fra i favoriti, per tre anni aveva vinto ovunque, detiene il record mondiale. Purtroppo la gara non è andata come si sperava, veniva da un periodo in cui non era in grande forma. nello sport succede”.

Poi però si è rifatto nell’inseguimento assieme ad Andrea Giovannini e Michele Malfatti.

“Volevamo l’oro e l’abbiamo preso. E non è stata una sorpresa”.

Guardando la finale in tv con gli Stati Uniti fino a metà gara sembravano in vantaggio gli americani.

“Sono un team molto forte, ma nell’inseguimento bisogna spingere dall’inizio alla fine e distribuire bene le energie. Noi abbiamo gareggiato in base a nostre tabelle, sui nostri tempi. Consapevoli della nostra forza per tutti i giri in programma”.

La tv più volte l’ha inquadrata mentre reggeva in mano un cartello con una freccia.

“Non potevo stare in pista sui pattini, fornire indicazioni alla squadra era complicato per via del fantastico tifo del palazzetto e del frastuono che si sentiva. E così ho rispolverato il vecchio cartello con la freccia, mostrarlo agli atleti verso l’alto significava che eravamo sotto con i tempi, verso il basso che eravamo davanti. E comunque la sorpresa di questa spedizione è stato il quarto posto di Serena Pergher nei 500 metri, a soli 3 centesimo dal podio”.

Tornando a Ghiotto, anni fa si era allenato in Polesine?

“Sì quando l’ho conosciuto aveva disputato diverse gare e allenamenti sulle rotelle a Rovigo”.

Dopo gli exploit del 2006 a Torino ilo mondo del pattinaggio su ghiaccio chiedeva più impianti per allenarsi in Italia...

“Purtroppo non è stato fatto molto in questo senso”.

E quindi? Gli atleti come si preparano?

“In Italia per il pattinaggio di velocità ci sono gli impianti di Trento e Bolzano. Ma le nazionali si allenano molto all’estero, in Baviera. La scomodità è evidente, ma se non sono stati realizzati impianti in Italia e a Milano per le Olimpiadi in casa, non mi faccio illusioni per il futuro. Come si allenano i pattinatori? Si utilizza molto la bici per l’attività fisica, ed anche i pattini a rotelle. E poi cerchiamo di usare al meglio le sessioni all’estero. Ciò comporta essere spesso ‘in viaggo’. Fondamentale l’appartenenza ai corpi militari, come per tantissime altre discipline. Senza questo in Italia sarebbe quasi impossibile fare sport ai massimi livelli”.

Tanti ori olimpici e mondiali a fronte di pochi praticanti.

“In Italia i tesserati sono poche centinaia, dai più giovani ai massimi livelli. Per un confronto: in Olanda i tesserati sono qualche decina di migliaia”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400