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castelmassa
26.02.2026 - 19:02
L’iftar, il pasto serale con cui i musulmani interrompono il ramadan, domenica 1 marzo, a Castelmassa, sarà celebrato nella sala parrocchiale della chiesa di Santo Stefano. Lo ha annunciato l’associazione Fraternità dell’Alto Polesine che riunisce le famiglie islamiche del territorio, in accordo con il parroco don Stefano Marcomini.
L’evento, promosso su Facebook e che vede la partecipazione di Hassan Samid, presidente dell’associazione musulmani di Ferrara, insegnante e allenatore di calcio, ha già sollevato un vespaio di polemiche in paese. Quelli più offensivi o violenti sono stati cancellati dai moderatori della pagina pubblica “Sei di Castelmassa”. “Quanti di questi per Natale sono andati alla santa messa? Quanti di questi vanno regolarmente a messa? Gente che non sa nemmeno il Padre nostro’”, è il tono di chi è contrario all’iniziativa, mentre molti sono a favore della manifestazione di integrazione e pace.
“Io sarò un ospite - precisa Hassan Samid - che gestisce il centro di cultura islamica. Un’iniziativa lodevole, visto che la comunità di Castelmassa è nata da poco da una costola di quella di Sermide, dove si sono sempre fatti questi eventi”. Samid prevede ben 200 persone presenti “è una stima, ma in occasioni del genere sono tante le persone che hanno partecipato. Un’occasione ottima per confrontarci perché il Ramadan coincide con la Quaresima, dunque sarà un’occasione per parlare del valore della rinuncia”.
Sulle polemiche sollevate in questi giorni, l’ospite fa un parallelo con Ferrara: “Intanto siamo abituati a questo tipo di interventi soprattutto sui social, che mettono in contrapposizione. Sono fisiologiche, ma noi vogliamo parlare di quaresima e ramadan. Si può parlare di cose che ci uniscono e che ci dividono, ma l’importante è che ci sia rispetto, senza screditare il prossimo. Diverso è quando c’è violenza”.
Il presidente del centro islamico è convinto che a Castelmassa come in altri piccoli comuni, si possa incidere di più che nei grandi centri. “Ci saranno circa 200 persone. Rispetto a Ferrara, per esempio, c’è più chiusura, magari, ma è anche vero che chi verrà, e invitiamo a esserci, potrà parlare bene di iniziative come queste ad altri. E noi avremo seminato bene”.
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