Cerca

allarme agricoltura

“Soia, mais e grano: prezzi ridicoli”

L’allarme: “Accordi, mercati e paletti: impossibile programmare e difendere le nostre colture”

“Soia, mais e grano: prezzi ridicoli”

“In Polesine, come nel resto del Veneto, stiamo vivendo una crisi dovuta agli elevati costi di produzione e al calo delle rese dovuto ai cambiamenti climatici”. Il preoccupante quadro viene tracciato da Chiara Dossi, titolare di un’azienda a indirizzo cerealicolo di Adria, da poco riconfermata presidente del settore cereali alimentari di Confagricoltura.

“Le quotazioni di soia, mais e frumento sono ridicole - aggiunge - gli aiuti comunitari in caduta libera. Non abbiamo mezzi tecnici per contrastare fitopatie, infestanti e attacchi di insetti, dato che l’Ue riduce il numero di fitofarmaci e i principi attivi a disposizione. Siamo, insomma, nell’impossibilità di difendere e nutrire le nostre colture, con un mercato che non premia le produzioni e le filiere che non danno soddisfazione economica”.

Il problema maggiore sono i costi fuori controllo. I dati elaborati da Confagricoltura e Cgia di Mestre segnalano un nuovo incremento dei costi dei fertilizzanti, con l’urea che registra un +72% rispetto al 2019, e il prezzo sempre più elevato dell’energia, arrivata a valori superiori al periodo Covid, con la forbice che si allarga tra costi e ricavi. E salgono anche i costi dei mezzi di produzione (+3,8%).

“La cerealicoltura è da un paio di decenni che è in altalena tra alti e bassi - rimarca la presidente - ma in questo momento fatichiamo a vedere un futuro perfino a breve termine. E’ venuto meno l’interesse per il grano duro, tanto che non solo è poco valorizzato, ma è sempre più difficile venderlo. Il grano tenero avrebbe dovuto essere sostenuto dalle filiere made in Italy, ma la realtà è che rischi e costi maggiori per garantire produzioni di qualità sono tutti a carico degli agricoltori. E i prezzi che ci pagano potrebbero scendere ancora. A tutto questo si aggiunge l’incognita degli accordi commerciali a livello globale che vengono fatti senza considerare l’impatto negativo che ricade su di noi. Gli accordi con il Mercosur e con l’India rischiano di penalizzarci ulteriormente”.

Risultato? Le aziende si stanno fermando con gli investimenti: “Senza la prospettiva di una redditività non si riesce a fare programmazione per quanto riguarda le nuove tecnologie - sottolinea Dossi - E con i cambiamenti climatici in corso, senza attrezzature adeguate, difficilmente si riesce a portare a casa un prodotto sano. Inoltre, non abbiamo mezzi tecnici per contrastare fitopatie, infestanti e attacchi di insetti”.

Nota positiva, il buon andamento meteo invernale per le colture autunno-vernine come grano e orzo, seminati in autunno: “La stagione è stata più secca rispetto all’anno scorso, siamo riusciti a seminare in condizioni favorevoli il frumento, senza piogge autunnali eccessive. Ci auguriamo che la primavera sia altrettanto favorevole”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Ultimo Video