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CASO Epstein

Clinton respinge le accuse

Bruxelles apre il fronte europeo su Mandelson

Clinton respinge le accuse

Davanti alla Commissione di vigilanza di New York, Hillary Clinton ha negato ogni legame con Jeffrey Epstein, sostenendo di non averlo mai incontrato né di essere mai salita sul suo aereo o entrata nelle sue proprietà. L’ex segretaria di Stato ha definito «orrendi» i crimini attribuiti al finanziere e ha sollecitato un approfondimento sul ruolo dell’attuale presidente Donald Trump, accusando l’amministrazione repubblicana di voler ridimensionare la portata dello scandalo. Nelle prossime ore è attesa la testimonianza dell’ex presidente Bill Clinton, la cui conoscenza con Epstein è già emersa negli atti senza che, al momento, risultino contestazioni penali a suo carico.

Dal Cremlino sono arrivate parole dure. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che Bill Clinton sarebbe stato consapevole delle attività del finanziere, definendo «menzognera» la deposizione dell’ex first lady. Le affermazioni, rilanciate dall’agenzia Tass, alimentano un clima internazionale già segnato da tensioni politiche e reciproche accuse.

Nel Regno Unito, il ministero della Difesa ha avviato accertamenti per verificare se basi della Royal Air Force siano state utilizzate per voli collegati alla rete di Epstein. L’iniziativa segue una segnalazione dell’ex premier Gordon Brown, che ha invitato a chiarire eventuali utilizzi di infrastrutture militari durante i viaggi dell’ex principe Andrea nel periodo in cui svolgeva incarichi ufficiali per il governo britannico. Il ministro della Difesa John Healey ha chiesto di accertare se il jet privato del finanziere abbia mai fatto scalo in siti militari durante le sue visite nel Paese.

Anche Bruxelles interviene. La Commissione europea ha chiesto all’OLAF di valutare l’apertura di un’indagine su Peter Mandelson, già ambasciatore britannico a Washington e in passato commissario europeo al Commercio. La richiesta segue la diffusione di nuovi documenti relativi ai rapporti con Epstein. L’ufficio antifrode non ha confermato formalmente l’avvio di verifiche, ma la vicenda assume così una dimensione europea che amplia ulteriormente il raggio politico dello scandalo.

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