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Lo zuccherificio chiude, è allarme

Il sindaco Mantovan: “C’è pessimismo, ma ce la metteremo tutta per difendere i lavoratori”

Lo zuccherificio chiude, è allarme

La crisi dello zuccherificio di Pontelongo scuote anche il Delta e porta la politica locale a prendere posizione. Dopo il comunicato ufficiale che annuncia lo stop alla campagna saccarifera di Coprob Italia Zuccheri per quest’anno, il Comune di Porto Viro si schiera apertamente al fianco dei lavoratori.

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Tra le cause della sospensione stagionale dell’impianto per il 2026, oltre alle difficoltà economiche del comparto, sono stati indicati anche la progressiva riduzione delle superfici coltivate a barbabietola, gli effetti dei cambiamenti climatici e i danni provocati dalle specie infestanti. Il tema è stato affrontato in consiglio comunale mercoledì scorso, dove il sindaco Mario Mantovan ha annunciato fin da subito la sua presenza a Pontelongo insieme a una delegazione di assessori per sostenere i rappresentanti sindacali. Un impegno poi ribadito pubblicamente con un messaggio rivolto ai cittadini: “Noi difendiamo i nostri lavoratori”.

La vicenda tocca da vicino il Polesine. Sono infatti oltre quaranta le persone impiegate nello stabilimento provenienti dall’area tra Adria, Loreo, Taglio di Po e Porto Viro (quest’ultimo ne conta ben 15). “Quando ha chiuso lo zuccherificio di Contarina - spiega Mantovan - molti lavoratori furono trasferiti in blocco a Pontelongo. Per questo oggi sono tante le famiglie della nostra zona coinvolte”. Proprio per questo, nella serata di mercoledì, l’amministrazione ha ricevuto in sala consiliare i rappresentanti sindacali e una delegazione dei dipendenti, esprimendo “solidarietà piena” e la disponibilità concreta del Comune a fare la propria parte. La sospensione della campagna non significa, almeno nell’immediato, la perdita del posto per i dipendenti fissi, ma apre scenari complicati: “Gli avventizi e gli stagionali saranno i primi a pagare - osserva il sindaco - perché quest’anno non ci saranno stagionali per nessuno”.

Molti lavoratori potrebbero essere trasferiti a Minerbio, vicino Bologna, oggi unico zuccherificio italiano rimasto attivo. “Molto probabilmente andranno lì a fare la campagna saccarifera - spiega Mantovan - ma quando si salta una campagna le speranze che poi si riapra diventano molto difficili. C’è un po’ di pessimismo”. Nel dibattito consiliare il tema è stato collegato alle difficoltà strutturali del settore bieticolo. “La problematica nasce tanti anni fa - sottolinea il sindaco - quando non sono state fatte le giuste battaglie a Bruxelles e a Roma. Da 19 zuccherifici si è arrivati a chiuderne 17. Pontelongo era l’unico del Veneto, adesso ne è rimasto uno solo in tutta Italia”.

Anche Matteo Cassetta, segretario di Coldiretti Rovigo, intervenuto in consiglio comunale, ha evidenziato come la crisi abbia radici economiche profonde: costi di produzione elevati, prezzi dello zucchero in calo e crescente convenienza per le industrie a importare prodotto dall’estero. Una situazione che, oltre al comparto agricolo, rischia di avere un impatto sociale pesante sul territorio. Nel suo messaggio ai cittadini, Mantovan ha chiarito la posizione dell’amministrazione: “Non entro nelle scelte aziendali, ma credo che quando una filiera si ferma non paghino le scrivanie a Roma o in Europa, bensì le comunità, i lavoratori e le famiglie”. Per questo il Comune, insieme al consiglio comunale, ha espresso piena solidarietà e si è detto pronto a collaborare con la sindaca di Pontelongo per chiedere un confronto con Regione e Ministero.

La preoccupazione principale infatti resta il futuro dello stabilimento: “Oggi il rischio - sottolinea il sindaco - è che si spenga l’ultimo grande presidio bieticolo del Veneto”. Una prospettiva che riapre vecchie ferite in un territorio che ha già conosciuto la chiusura di altri impianti saccariferi e che ora guarda con apprensione a quello che potrebbe essere un punto di svolta definitivo. Nel frattempo, Porto Viro prova a fare fronte comune: “Noi ci siamo - conclude Mantovan - e ce la metteremo tutta per difendere la nostra gente”.

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