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LA CURIOSITA'

Il nastro adesivo: ecco perché quel fastidioso rumore

Scoperto il segreto fisico dietro lo stridio

Il nastro adesivo: ecco perché quel fastidioso rumore

Per anni è stato un suono familiare e insopportabile allo stesso tempo. Lo strappo del nastro adesivo, capace di provocare un brivido improvviso, trova ora una spiegazione scientifica solida e documentata. A chiarire l’enigma è uno studio pubblicato su Physical Review E e condotto da un gruppo di ricercatori guidati dalla Università di Scienza e Tecnologia della Cina.

Secondo gli scienziati, quel suono acuto non è altro che il risultato di una sequenza di microscopici boom sonici. Un fenomeno invisibile a occhio nudo, ma rilevabile grazie a strumentazioni avanzate. Attraverso telecamere ad altissima velocità e microfoni di estrema sensibilità, i fisici hanno analizzato nel dettaglio il distacco di una striscia di nastro larga 19 millimetri applicata su vetro, riuscendo a osservare ciò che accade durante lo strappo.

A livello macroscopico il movimento appare irregolare, fatto di piccoli scatti. È il comportamento noto come stick-slip, un’alternanza tra adesione e rilascio. Durante la fase adesiva il collante resta ancorato alla superficie per una frazione di secondo; quando la trazione supera la soglia di resistenza, il legame cede bruscamente e si passa alla fase di scorrimento.

La scoperta più rilevante riguarda proprio questo momento. Il distacco non avviene in modo uniforme lungo tutta la larghezza del nastro. Si formano invece sottili fratture trasversali che si propagano lateralmente da un bordo all’altro. È in questa dinamica che si nasconde l’origine del rumore.

Le misurazioni hanno rivelato che tali fratture viaggiano a velocità comprese tra 250 e 600 metri al secondo, superando in alcuni casi la velocità del suono nell’aria, pari a circa 340 metri al secondo a temperatura ambiente. Questo moto estremamente rapido genera piccole cavità d’aria che collassano non appena l’aria penetra ai margini del nastro. Il collasso produce onde d’urto che si propagano nell’aria a circa 350 metri al secondo.

Ogni impulso acustico coincide con il momento in cui l’estremità di una frattura raggiunge il bordo del nastro. Una sequenza di micro-esplosioni impercettibili alla vista, ma sufficienti a produrre quello stridio penetrante che accompagna un gesto quotidiano. 

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