Cerca

delta

“Noi siamo il traino del Polesine”

Sul tavolo le strategie per un’area vasta. “La vera sfida sono le infrastrutture viarie”

“Noi siamo il traino del Polesine”

Turismo in crescita, infrastrutture in attesa e una visione di area vasta che prende forma: il Delta del Po prova a immaginare il proprio futuro partendo da numeri record, ma con la consapevolezza che la vera sfida sarà trasformare le idee in progetti concreti. Il confronto tra i sindaci Michele Grossato, Mario Mantovan e Roberto Pizzoli, andato in onda su Delta Radio venerdì mattina prende avvio dai numeri del turismo registrati nel 2025, che hanno visto la provincia di Rovigo trainare il Veneto per presenze.

Per approfondire leggi anche:

“Un po’ ce li aspettavamo - commenta Grossato - Gli operatori tendono sempre a lamentarsi, ma l’anno scorso si faceva fatica a trovare disponibilità. Credo che quest’anno consolideremo ancora questi numeri”. Rosolina Mare e Albarella restano trainanti, ma per il sindaco la vera forza sta nella strategia dell’albergo diffuso, che coinvolge tutto il territorio deltizio. “Vediamo presenze anche a Porto Viro, Porto Tolle, Adria e perfino a Occhiobello. È il segnale che la gente ama spostarsi e cerca turismo esperienziale. Una camminata nel giardino botanico di Caleri, un giro in barca nella sacca di Scardovari. Abbiamo ricchezze che spesso non apprezziamo, ma i turisti se ne stanno accorgendo”.

Mantovan guarda con realismo alle potenzialità locali: “Abbiamo una spiaggia bellissima come Scanno Cavallari, ma limitata perché raggiungibile solo con il traghetto. Ma l’estate scorsa è stato sold out”. Il sindaco insiste: il Delta è tutto da scoprire. “Dobbiamo essere orgogliosi: portiamo i nostri studenti in gita nelle grandi città europee, ma molti di loro non sono mai stati nel loro stesso territorio”. Accanto alla promozione turistica, emerge però il nodo viabilità e le opportunità legate alle ciclovie: “A Porto Viro si incrociano la VenTo e l’Adriatica - spiega Mantovan -, due tra le piste ciclabili più lunghe e belle d’Italia. Cercheremo di studiare strategie per attirare più turisti possibili”.

Ma la situazione stradale resta complessa: “La rotonda sulla Romea (prevista nel territorio di Porto Viro) dovrebbe essere pronta entro agosto, però ci saranno mesi difficili con il traffico deviato su via Murazze”. Grossato rilancia il tema con toni più critici: “Sto pressando Anas, i progetti ci sono, ma servono azioni concrete. Ci hanno presentato una trasversale che, nelle intenzioni, dovrebbe collegare Porto Viro direttamente verso l’area di Mestre, deviando il traffico pesante fuori dai centri abitati e alleggerendo la Romea, ma al momento resta un progetto bellissimo sulla carta e non sappiamo quando si vedrà davvero”.

Sul tavolo restano anche i grandi nodi storici, come la Nogara Mare, che avrebbe dato ai comuni del Delta un collegamento diretto con la rete autostradale nazionale. “La Nogara Mare doveva incrociarsi proprio a Porto Viro - ricorda Mantovan -. I progetti esistono da anni, ma la variante della Romea probabilmente non la vedremo noi amministratori, forse le prossime generazioni”. Per Grossato il problema è strutturale: “La Romea a Rosolina diventa praticamente strada comunale, servono subito interventi di sicurezza con rotatorie e semafori. La provincia di Rovigo, dal punto di vista viario, è indietro. Il casello più vicino è a 50 chilometri, a Monselice. Dobbiamo mettere il turista che sceglie il Delta nelle condizioni di arrivarci senza problemi”.

E proprio ragionando su turismo, servizi e infrastrutture, torna il tema della fusione tra comuni. “Parlando della ’capitale del mare’ - ricorda Pizzoli - ci siamo detti che avevamo già tutto, spiagge, pesca, il 90% del Parco del Delta e la prospettiva di ammodernamento della Romea. Abbiamo iniziato a ragionare su un’area vasta. Non arriverà con noi, ma arriverà comunque”. Grossato invita alla prudenza: “Sono processi lunghi. Prima serve uno studio, poi un referendum. E’ un’eredità che lasceremo. Partiremo con delle unioni di servizi perché il personale è poco e il territorio è molto vasto”. L’impatto economico, però, potrebbe essere importante, sia a livello regionale sia governativo. Una fusione tra i tre comuni porterebbe a circa 30mila abitanti, numero che d’estate triplica grazie ai flussi turistici: “L’identità non si perde - precisa Grossato - i comuni e le frazioni rimangono, cambia solo la governance”. Pizzoli guarda alle nuove generazioni: “I giovani di oggi non sentono più il confine mentale tra Porto Tolle e gli altri comuni. Se c’è un’opzione che serve a costruire opportunità e far crescere il territorio, la strada va percorsa. La provincia di Rovigo è piccola e fragile. Insieme possiamo avere più peso. Oggi siamo noi il traino di questa terra”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400