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Scivolone sui Mondiali 2026

Nel comunicato sui diritti tv spunta l’Italia già qualificata

Scivolone sui Mondiali 2026

La Rai annuncia l’acquisizione dei diritti esclusivi in chiaro per i Mondiali di calcio 2026, in programma tra giugno e luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, ma nel comunicato ufficiale compare un passaggio che riaccende polemiche e ironie. Dopo le tensioni che avevano già coinvolto RaiSport per il caso del direttore dimissionario Paolo Petrecca ai Giochi, questa volta a far discutere è una frase considerata da molti quantomeno affrettata.

L’accordo prevede la trasmissione multipiattaforma di 35 incontri, con almeno 32 partite in onda su Rai 1, oltre ai diritti radiofonici non esclusivi per l’intera competizione e a una copertura estesa di highlights e contenuti per telegiornali, programmi sportivi e canali social ufficiali. Un investimento rilevante per la tv pubblica, che torna così protagonista su uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo.

A suscitare perplessità è però il riferimento esplicito alle “partite della Nazionale italiana” incluse nel pacchetto. Un’affermazione che presuppone la qualificazione degli Azzurri a un torneo al quale, al momento, non sono ancora ammessi. La selezione guidata da Gennaro Gattuso dovrà infatti conquistare l’accesso attraverso i playoff: prima la sfida contro la Irlanda del Nord, poi, in caso di successo, l’ultimo ostacolo contro la vincente tra Galles e Bosnia.

Il passaggio è bastato per alimentare scongiuri e commenti tra i tifosi, ancora segnati dalle esclusioni del 2018 e del 2022, quando l’Italia rimase fuori dalla fase finale e seguì il torneo da spettatrice. 

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