VOCE
granzette
28.02.2026 - 21:36
Hanno tagliato i cavi elettrici per far buio sull’ingresso del cimitero e poi hanno fatto razzia di pluviali alla ricerca di rame. Risultato: tegole finite sulle tombe, un punto luce da ripristinare e la sensazione che il cimitero di Granzette sia sempre più abbandonato.
Non c’è pace per i defunti, e nemmeno per chi resta a piangerli. Così Matteo Masin, consigliere comunale del Forum dei Cittadini, ha depositato un’interpellanza per chiedere videosorveglianza nella zona del cimitero della frazione rodigina.
La cronaca del degrado tratteggiata da Masin racconta di una ferita aperta: “Le tombe vengono razziate sistematicamente: spariscono fiori, vasi, lampade votive e statuine, causando un danno che non è solo materiale, ma che colpisce il sentimento di pietà verso i propri cari. A questo si aggiungono le razzie organizzate di rame, colpi messi a segno da chi sembra conoscere fin troppo bene i corridoi del camposanto, muovendosi con estrema facilità durante le ore notturne”.
“L’episodio più recente e riguarda la piccola chiesetta cimiteriale. Alcuni ignoti si sono introdotti nel luogo sacro durante la notte, utilizzandolo come latrina e abbandonando rifiuti organici all'interno”.
Un atto di sfregio indecoroso che, stando alle segnalazioni, non risulterebbe nemmeno essere un caso isolato. A facilitare queste incursioni sarebbe un inquietante stratagemma segnalato dagli stessi residenti: il congegno del cancello elettrico verrebbe deliberatamente bloccato prima dell'orario di chiusura, trasformando l'area in una "zona franca" accessibile a chiunque dopo il tramonto.
Una situazione che alimenta un diffuso senso di insicurezza, specialmente tra i visitatori più anziani, che vedono svuotato di dignità un presidio fondamentale della memoria collettiva.
L’affondo politico di Masin è netto: “Il cimitero è un bene pubblico che l’amministrazione ha il dovere di tutelare non solo sotto il profilo patrimoniale, ma soprattutto morale e simbolico”. Per questo, l’interpellanza chiede alla giunta interventi che non siano più procrastinabili. In primo luogo, l’installazione immediata di un sistema di videosorveglianza negli accessi e nelle aree più sensibili, e parallelamente l'adozione di ogni iniziativa utile a restituire decoro e sicurezza a un luogo che dovrebbe essere improntato esclusivamente al rispetto.
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