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Il saluto a un grande pompiere

Un momento speciale al comando provinciale. Passerella e tutto l’affetto dei colleghi

Abbracci, pacche sulle spalle, cameratismo e gli occhi un po’ umidi delle grandi occasioni, quando sei felice ma anche un po’ scosso dentro, perché, da quel momento in poi, le cose non saranno più esattamente come prima. E allora sei pure un po’ triste.

E’ con questo stato d’animo che i vigili del fuoco del comando provinciale di Rovigo hanno salutato il pensionamento del capo squadra Matteo Osti. In quiescenza dal 1° marzo. Una delle vere colonne del comando provinciale, ispirazione, modello e fonte di sicurezza per tanti pompieri, giovani e non, per i quali averlo accanto era una sicurezza.

Una lunga carriera passata con la divisa addosso, in numerose realtà, vaste e complesse, dove, sempre ha fatto valere le proprie capacità e la passione per il proprio lavoro: da Padova, a Verona, a Bologna. Vigile del fuoco dal 1997, ha raggiunto il grado di capo squadra proprio nel capoluogo emiliano, arrivando in Polesine nel 2024.

“Conclude la propria carriera - scrive di lui il nuovo comandante provinciale dei vigili del fuoco di Rovigo, ingegnere Donato Fabbricatore - come Capo Squadra del turno C nella Sede Centrale, dove ha avuto occasione di affrontare interventi complessi e situazioni potenzialmente critiche, riuscendo sempre a mettere in campo la propria esperienza, anche a beneficio dei colleghi più giovani”.

“L'alto grado di competenza palesata nell'espletamento del proprio servizio - prosegue - anche in occasione di calamità fuori provincia, e lo sforzo profuso con professionalità rappresentano sicuramente una conferma delle indiscusse capacità, tecniche, operative ed umane che valorizzano il senso di appartenenza al Corpo Nazionale dei vigili del fuoco”.

L’ultimo turno di servizio è stato un momento speciale, con i colleghi che si sono fatti trovare all’esterno del comando, di fronte ai mezzi schierati, con le sirene in funzione. Una passerella veloce e infinita al tempo stesso, con un abbraccio, un pensiero, dedicato a ognuno dei colleghi presenti. E che - appunto - rimarranno sempre colleghi, perché essere un pompiere è una di quelle cose che non si può proprio smettere di fare.

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