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Parà in aula, la Flc Cgil attacca

“Offrire una visioni plurali delle possibilità post-diploma evitando narrazioni semplificate”

Parà in aula, la Flc Cgil attacca

Lezioni di orientamento scolastico con coda polemica. Perché giovedì scorso nell’aula magna dell’Itis di Rovigo, in collaborazione con il presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro Graziano Maron e con la presenza anche del consigliere comunale Paolo Avezzù, si è svolto un incontro con i rappresentanti dell’8° Reggimento genio guastatori paracadutisti “Folgore” di Legnago, che hanno illustrato ai ragazzi i percorsi post diploma per accedere alle forze armate, illustrando “la cultura dell’esercito, la salvaguardia delle vite umane e la sicurezza e difesa della patria”.

Dopo l’incontro, interviene la segreteria provinciale della Flc Cgil, per ribadire che “la scuola pubblica è un presidio costituzionale fondato sui principi di pluralismo, libertà di insegnamento e formazione critica della persona. Ogni attività proposta agli studenti deve inserirsi in questo quadro valoriale, garantendo equilibrio, trasparenza e pari dignità tra le diverse opportunità formative e professionali. Ogni intervento esterno deve essere contestualizzato, mediato pedagogicamente e inserito in un progetto formativo coerente con il Ptof, nel pieno rispetto dell’autonomia professionale dei docenti e delle prerogative degli organi collegiali”.

Anche sulla base di questo, la Flc Cgil rimarca: “Riteniamo doveroso aprire una riflessione pubblica rispetto alla crescente presenza, certamente legittima, delle forze armate all’interno delle scuole del territorio nell’ambito delle attività di orientamento in uscita, momento delicato e strategico nel percorso educativo: deve offrire agli studenti una visione ampia e plurale delle possibilità post-diploma evitando qualsiasi forma di indirizzo unilaterale o narrazione semplificata di percorsi professionali complessi. Non si tratta di mettere in discussione la legittimità formale di iniziative di orientamento promosse da istituzioni dello Stato, ma di ribadire alcuni punti essenziali: occorre assicurare un reale pluralismo delle proposte; è necessario evitare che l’orientamento si trasformi in promozione settoriale”.

Inoltre, si aggiunge: “Per garantire effettivamente la pluralità, eventuali interventi esterni devono essere accompagnati da momenti di approfondimento didattico strutturato, che consentano agli studenti di analizzare criticamente i diversi percorsi professionali, confrontare modelli organizzativi e valutare in modo consapevole implicazioni giuridiche, etiche e sociali delle scelte lavorative. La pluralità non si realizza con la semplice sommatoria di presenze, ma con un progetto pedagogico coerente e bilanciato. In questo quadro riteniamo altrettanto necessario e doveroso rilanciare con forza la didattica della pace come asse culturale trasversale".

"La scuola della Repubblica ha il compito di educare alla convivenza, alla cooperazione internazionale, alla risoluzione non violenta dei conflitti, al rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. Promuovere la cultura della pace significa sviluppare competenze critiche, capacità di dialogo, consapevolezza storica e responsabilità civile. Significa fornire agli studenti strumenti per comprendere la complessità dei conflitti contemporanei senza ridurli a narrazioni semplificate. Significa riaffermare che la scuola è luogo di costruzione di cittadinanza attiva e non spazio di rappresentazione unilaterale. Continueremo a vigilare affinché nelle scuole del territorio siano sempre rispettati i principi costituzionali che regolano il sistema di istruzione e affinché l’orientamento resti uno strumento di emancipazione culturale, fondato sul pluralismo e sulla formazione critica”.

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