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Musica

Prevenire le malattie alle mani dei musicisti

Al Conservatorio , la masterclass d'eccellenza

Prevenire le malattie alle mani dei musicisti

Più del 70% dei musicisti sperimenta, almeno una volta nella vita, disturbi correlati alla pratica musicale attraverso le mani, quegli arti così vorticosi, impalpabili, veloci in fragorose acrobazie tastieristiche. Se la musica che ascoltiamo arriva fino a noi e rimane (fortunatamente) ancora una prerogativa umana, lo si deve anche loro: fedeli compagne, testimoni di nottate di studio trascorse fra caffè e spartiti, amiche dell'ansia e dei palpiti del cuore prima dell'esibizione, insomma, le protagoniste del “fare” musica.

A prendersene cura, però, forse sono ancora in troppo pochi. Per questo, giovedì 26, all'auditorium Tamburini del Conservatorio Venezze è partito il seminario sulle tecniche di prevenzione dei principali problemi muscolo-scheletrici del musicista, a cura della classe di accompagnamento pianistico della docente Caterina Galiotto e dei dipartimenti di tastiere e canto dell'istituto musicale rodigino. Una giornata all'insegna della teoria, come nella pratica, grazie al contributo portato da Francesca Panuccio, del dipartimento Neuroscienze dell'università la Sapienza di Roma, Adelaide Vipotti e Valentina Macchia, entrambe fisioterapiste.

Tra i focus affrontati, l'insorgenza di problematiche legate alla pratica, più comunemente note come “playing-related musculoskeletal disorders (Prmds)”. Stress fisico e psicologico, e la richiesta di eseguire movimenti fini e altamente precisi, mantenendo posture statiche e spesso asimmetriche, sono alcuni fattori causa dei primi sintomi dei disturbi del movimento. Condizioni che, come hanno spiegato le esperte, se sommate alle ore di studio quotidiano in condizioni ergonomiche non ottimali, aumentano rischio di dolori cronici, arrivando addirittura alla distonia focale del musicista, un disturbo neurologico caratterizzato da contrazioni muscolari involontarie. Nonostante la grande diffusione di queste problematiche, hanno annotato le relatrici, nei conservatori la prevenzione tende a rimanere marginale, mancano di fatto percorsi educativi strutturati. Nel pomeriggio, attraverso anche dimostrazioni in loco e esercitazioni pratiche, i partecipanti hanno potuto provare le tecniche di gestione dello stress ma anche di equilibrio posturale del corpo e della mano. Uno strumento che, come i migliori Stradivari, necessita di essere sì usato, ma con cura.o

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