VOCE
Badia Polesine
02.03.2026 - 12:33
Un progetto di Libera. I ragazzi: “E’ stato un percorso di crescita personale e collettiva”
I ragazzi dell’Istituto Primo Levi in Sicilia per la legalità. Di recente, le classi 3A del liceo scientifico – scienze applicate, 3B delle scienze umane, 3B dell’indirizzo tecnico informatico e 3A dell’indirizzo tecnologie ambientali hanno partecipato in Sicilia al progetto “Educazione alla legalità. Esperienze di bellezza. In viaggio con Libera il g(i)usto di viaggiare”, accompagnate dai docenti Andrea Libanori, Veronica Mulotti, Roberta Stabile, Claudio De Lorenzo, Elena Colturato e Alessandro Santucci. ”Un’esperienza di formazione che ci ha permesso di sviluppare consapevolezza, senso civico e responsabilità”, raccontano gli studenti, sottolineando come il viaggio sia stato “un percorso di crescita personale e collettiva”.
Prima tappa Palermo, con la visita ai luoghi simbolo della memoria: via D’Amelio e l’Albero della pace, dedicato a Paolo Borsellino, e gli spazi che ricordano Giovanni Falcone e le loro scorte. Un momento intenso, che ha insegnato ai ragazzi che “la memoria è responsabilità” e che conoscere il passato significa “sviluppare spirito critico, coscienza civile e capacità di scegliere da che parte stare”.
Nei giorni successivi gli studenti hanno visitato la chiesa di San Domenico, la cappella Palatina e il mercato di Ballarò, vivendo un’immersione nella storia e nella cultura siciliana, “che ci ha insegnato il valore dell’identità e della bellezza come forma di riscatto”. Ad Aspra, al Museo dell’acciuga e delle arti marinare, hanno scoperto tradizioni e mestieri legati al mare, comprendendo “come cultura e lavoro siano strumenti di dignità e sviluppo”.
Particolarmente toccante l’incontro con il laboratorio “Cotti in fragranza”, nato all’interno del carcere minorile Malaspina, esperienza che ha fatto comprendere “il valore della seconda possibilità”, rafforzando empatia e fiducia nel cambiamento. L’ultima giornata è stata dedicata ai beni confiscati alla criminalità organizzata, come la Cantina 100 passi e l’agriturismo Libera terra Portella della Ginestra. Fondamentale la collaborazione con Libera e la cooperativa Palmanana. Tra le tappe più significative, Casa memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi, il Giardino della memoria di Capaci e il quartiere Brancaccio, legato alla figura di Pino Puglisi.
Le testimonianze di Tina Montinaro, moglie del caposcorta di Falcone, e di Francesco, ex detenuto, hanno suscitato “forti spunti di riflessione e sensibilità umana”.
“Il passato non va dimenticato, bisogna avere coraggio e fare ciascuno la propria parte”, concludono gli studenti.
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