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Benzina, “rischiamo l’austerity”

Primi rincari ai distributori, e i prezzi cresceranno ancora. Dall’Aglio: “Preoccupato dagli approvvigionamenti. Potremmo restare senza".

Benzina, “rischiamo l’austerity”

Lunedì un vero e proprio assalto ai distributori prima dei rincari scattati ieri mattina. Nell'immagine anche i prezzi odierni in quattro distributori di Rovigo.

Aumenti tra i 3 e i 5 centesimi, oggi, martedì 3 marzo, per benzina e diesel. Ma è solo l’inizio: entro qualche giorno i prezzi potrebbero aumentare di altri 10 centesimi complessivi. “Ma il vero problema, più che i prezzi, oggi sono i rifornimenti”, allarga le braccia Federico Dall’Aglio, tra i decani dei “benzinai” polesani. In mano tiene lo smartphone, sempre aperto sui prezzi in tempo reale delle materie prime sui mercati finanziari globali: “Guardi qui - diceva ieri, verso mezzogiorno - il metano ieri (lunedì, ndr) ha avuto un picco d’aumento del 50%, poi si è assestato sul +35% e ora sta facendo segnare un ulteriore +37%; il gasolio ieri ha chiuso a +18% e ora sta andando a +13%. L’incertezza è totale, e questa mancanza di punti di riferimento genera panico anche sui mercati”.

Il giorno prima, lunedì, “ho fatto un ordine, ma spero che il carburante arrivi. Al momento - prosegue Dall’Aglio - più che la speculazione mi preoccupano gli approvvigionamenti, visto che molte navi sono bloccate. E’ una situazione che mi ricorda molto lo shock del 1974 con l’austerity e le targhe alterne: potremmo finire come allora. E sottovoce dico: meno male che sta succedendo a marzo, se fosse novembre sarebbero guai ben più seri per tutti. Speriamo solo che questa situazione non duri fino al prossimo inverno”.

Ad allargare il discorso rispetto al “mero” prezzo del carburante è anche Niki, del distributore Ener Gas di viale Porta Po: “Non è solo questione dei 5 euro in più per il pieno, le vere conseguenze di questa crisi la vedremo sugli scaffali. Perché la merce viaggia su camion, e i camion vanno a gasolio. E’ un effetto domino che ha più sfaccettature”, dice, confermando di aver ritoccato i prezzi di 2 centesimi, ieri mattina, e di attendersi “un balzo di altri 10 centesimi nei prossimi giorni, sia per la benzina che per il diesel”. Il gpl, invece, è passato da 0,65 a 0,80 centesimi in un giorno, “ed è destinato a salire ancora”.

Intanto, però, i rodigini hanno preso d’assalto i distributori. Lunedì “è stato il fuoco”, dice chiaramente Niki. “La paura dei rincari ha portato molti a fare il pieno, abbiamo registrato vendite del 40% in più rispetto alla media”, aggiunge. Una tendenza confermata anche da molti suoi colleghi. “Lunedì pomeriggio sono venuti in tantissimi a fare il pieno: è stata una vera e propria corsa”, dicono al distributore di Giorgio Sprea, in tangenziale. Numeri - trapela - praticamente doppi rispetto al solito. Andrea, gestore del distributore Esso poco prima dell’area 13 di Borsea, racconta uno scenario simile: “Non tanto qui, dato che per la vicinanza alla zona industriale abbiamo una clientela fatta prevalentemente di imprese che, volenti o nolenti, devono muoversi comunque; ma seguo anche l’impianto Esso in statale 16 a Polesella e lì, ieri (lunedì, ndr) c’è stato un vero e proprio assalto favorito dal fatto che il prezzo del diesel era fermo a 1,639 al litro”.

Già oggi, però, si sono registrati i primi aumenti. “Non grandi cose, dato che c’era già stato un ritocco sabato - aggiunge Andrea - vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, e come si muoveranno anche le altre compagnie”.

In città, ieri mattina, il diesel si attestava tra quota 1,657 (al “metano” di viale Porta Adige) e 1,824 dell’Agip di Arquà Polesine; la benzina verde navigava rispettivamente tra quota 1,597 (viale Porta Adige) e 1,751 (Agip); mentre il gpl si attestava tra 0,649 (sia Giorgio Sprea che Ener Gas) e 0,699 (Agip). “Il metano è ancora stabile, ma temo aumenterà anche quello - dicono dallo storico distributore di viale Porta Adige - speriamo solo non succeda come nel 2022”, quando poco dopo lo scoppio della guerra in Ucraina il prezzo aumentò anche di cinque volte. In ogni caso “qualche aumento è atteso già per domani”, cioè mercoledì.

A lasciare intravedere lo spettro della speculazione è Leonardo, dell’Agip di Arquà Polesine: “Il prezzo del barile salirà ancora, da 60 dollari è già passato a 80 e ci aspettiamo che raggiunga quota 100 dollari. La benzina a 2 euro? L’abbiamo già vista qualche anno fa, non è un’ipotesi irreale”.

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