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TEATRO

Fenice, esplode il caso consulenze

Welfare fermo, incarichi esterni per 30mila e 39mila euro

Fenice, esplode il caso consulenze

Alla Fondazione Teatro La Fenice si apre un nuovo fronte di tensione. Al centro della polemica, due consulenze esterne affidate mentre, secondo i sindacati, veniva sospeso il pagamento del welfare ai dipendenti in nome di verifiche contabili e prudenza finanziaria.

Le contestazioni riguardano un contratto triennale da 30mila euro annui assegnato nel novembre 2025 a Domenico Muti, figlio del maestro Riccardo Muti, con un incarico definito strategico e orientato alla ricerca di contatti e opportunità. A questo si aggiunge una consulenza semestrale da 39mila euro, attiva dal 15 gennaio al 14 luglio, conferita alla Barabino & Partners, agenzia di comunicazione e promozione. Secondo quanto rilanciato dal sito Dagospia, la società curerebbe anche la promozione di Beatrice Venezi, direttrice musicale designata del teatro a partire dal prossimo ottobre.

La scoperta delle consulenze, pubblicate nella sezione amministrazione trasparente del teatro, ha riacceso la mobilitazione degli orchestrali. «Mentre al personale veniva negato un sostegno economico consolidato, la Fondazione ha ritenuto sostenibile un incarico triennale da 30mila euro l’anno», affermano le rappresentanze sindacali, che parlano di una contraddizione evidente tra la linea di rigore adottata verso i lavoratori e le scelte gestionali sugli incarichi esterni.

Nel mirino non vi sarebbero le figure coinvolte, precisano i sindacati, ma la decisione di ricorrere a consulenze che rischierebbero di sovrapporsi a competenze già presenti e retribuite all’interno della struttura. Più opaca, secondo i rappresentanti dei lavoratori, la finalità dell’accordo con l’agenzia di comunicazione, su cui verranno chiesti chiarimenti formali alla direzione.

La questione si intreccia con il precedente blocco del welfare, definito dalle sigle sindacali uno strumento improprio di pressione in concomitanza con le produzioni di fine anno. «Non è accettabile che il bilancio sia incerto quando riguarda il reddito dei dipendenti e sostenibile quando si tratta di consulenze esterne», è la posizione espressa unitariamente da CGIL, CISL, UIL e FIALS.

Il confronto con la direzione è atteso nelle prossime ore. Sullo sfondo resta la richiesta, avanzata dagli orchestrali al sovrintendente Nicola Colabianchi, di rivedere la nomina di Beatrice Venezi alla guida musicale del teatro.

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