VOCE
IL CASO
03.03.2026 - 06:00
Il dibattito arrivato in parlamento sulla possibile tutela di cavalli e asini come animali d’affezione sta aprendo una frattura in Polesine. La proposta di legge, che equiparerebbe questi animali a cani e gatti vietandone la macellazione, pone interrogativi che vanno oltre l’aspetto normativo e toccano cultura, abitudini e sensibilità diverse.
Qui da noi la discussione riguarda anche la tradizione gastronomica: piatti storici come il “mussetto”, preparato con carne di asino e polenta, fanno parte dell’identità locale e delle cucine di trattorie e sagre. Un patrimonio che, per alcuni, rischia di andare perduto, mentre per altri la proposta rappresenta un passo necessario sul piano etico.
Tra chi lavora quotidianamente con la carne, prevale la preoccupazione. Marco Verza, titolare della macelleria Le Carni di Borsea, parla di una proposta che non convince: “Nel rispetto degli animali, credo sia una legge sbagliata. Questa carne non va a sostituirne altre, ma le integra. Ha caratteristiche diverse ed è parte della nostra cultura e tradizione”. Secondo Marco, il rischio è quello di intervenire senza conoscere il contesto: “Queste proposte arrivano da realtà dove questa tradizione non esiste. Il cliente che è abituato a usare questa carne continuerà a farlo. Non è una mancanza di rispetto verso gli animali, ma un modo diverso di rapportarsi al cibo”.
Una posizione simile arriva anche da Mirco Capelozza, della Bottega delle Carni di via Piva, che invita alla cautela: “Non sono d’accordo con il divieto, anche se il rispetto per questi animali è sacrosanto. Bisogna però considerare che dietro c’è una filiera importante. Non parliamo solo di Rovigo, ma di territori dove questa carne rappresenta una parte significativa del lavoro”. Il timore è quello di una perdita non solo economica, ma anche culturale: “Si rischia di perdere piatti tipici come il ‘mussetto’, che fa parte dell’identità del Veneto, soprattutto nel periodo invernale”.
Come cliente, invece, Carla è favorevole alla proposta e all’idea di un cambiamento nelle abitudini alimentari: “Io sono d’accordo con la proposta. Cavalli e asini danno un senso di rapporto più stretto con l’uomo, ma in generale io sarei favorevole a ridurre il consumo di carne”. Una scelta che, racconta, non è semplice: “Cerco di limitare carne, uova e latte. Basta vedere certi video sugli allevamenti per stare male. Non è facile nella vita quotidiana, ma cerco di fare attenzione”.
Anche Enrico si dice favorevole al divieto: “Penso sia una proposta giusta. Sono animali affettivi e oggi esistono alternative per nutrirsi”. Ricorda inoltre il ruolo che questi animali hanno nel benessere delle persone: “Ci sono terapie che aiutano l’uomo proprio attraverso il rapporto con cavalli e asini”. Per questo, spiega, ha già fatto una scelta personale: “Mangio poca carne e quella di cavallo o asino non la consumo”.
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