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Addio a Franco Cignoni, notissimo imprenditore

La sua storica azienda soffocata dall’appalto per il ponte di Calatrava, poi i guai giudiziari

Addio a Franco Cignoni, notissimo imprenditore

Si è spento a 84 anni Franco Cignoni, noto imprenditore lendinarese. Lascia la sorella Sandra che lo ha accudito fino all’ultimo. Con il fratello gemello Bruno, mancato sei fa, Franco era titolare della ditta Cignoni srl, impresa lendinarese che aveva sede nella zona della rotatoria dell’Argonauta, sulla Sr88.

“Se ne va un’altra figura di un’impresa storica lendinarese - ha commentato il sindaco Francesca Zeggio - che lascia ricordi positivi di lavori fatti non solo a Lendinara, ma in tutta Italia. Un’altra generazione che conclude il suo percorso. Condoglianze alla sorella Sandra, che tanto ha fatto per accudire il fratello”.

L’impresa dei due fratelli si era occupata per anni di grandi lavori stradali, vincendo molti appalti con le pubbliche amministrazioni e occupandosi anche di questioni di bonifica. La ditta Cignoni era una delle più grandi imprese in città, che dava lavoro a una settantina di maestranze, e che però nonostante molti anni di grandi successi è ad oggi ricordata per l’ultima impresa che l’ha messa in notevole difficoltà: la costruzione del quarto ponte sul Canal Grande di Venezia, progettato dall’architetto Santiago Calatrava.

L’azienda lendinarese aveva realizzato la struttura in acciaio e vetro che da piazzale Roma porta alla stazione ferroviaria, e che aveva immediatamente causato preoccupazioni perché, verificando il progetto, era stato chiaro fin da subito che alcune irregolarità ne avrebbero allungato i tempi di realizzazione e fatto lievitare i costi. E così la costruzione partita nel 2003 aveva richiesto sei anni invece di diciotto mesi, oltre a far molto discutere per le difficoltà di accesso per disabili. Costato oltre 11 milioni di euro, il ponte decretò la sfortuna dell’impresa Cignoni, vincitrice dell’appalto.

La ditta aveva anche intentato una causa contro il Comune di Venezia ma aveva rischiato di essere dichiarata fallita già nel 2009, quando si oppose alla decisione del tribunale con un ricorso, vittorioso, che trasformò il fallimento in un concordato preventivo. Per Franco Cignoni, lunghissimi anni di battaglie giudiziarie ed amarezze, che si erano sommati alla condanna a 9 anni di reclusione, arrivata a suo carico nel 2013 e confermata in Cassazione tre anni più tardi, per la violenza sessuale commessa ai danni di una 11enne australiana, parente della sua ex moglie. Violenza che però lo stesso Cignoni ha sempre negato.

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