VOCE
l’inchiesta
04.03.2026 - 20:25
Un importante punto fermo nell’inchiesta sulle presunte imprese di “fleximan”, ossia il polesano che avrebbe abbattuto vari autovelox in Polesine, negli ultimi anni, suscitando una eco di portata nazionale e finendo al centro delle cronache.
Tre presunti “complici”, infatti, hanno visto le proprie posizioni venire archiviate dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rovigo, così come era stato richiesto, del resto, dal pubblico ministero stesso. Diverso il discorso per l’indagato principale, per il quale la Procura aveva reso noto nei mesi scorsi di avere comunicato la chiusura delle indagini preliminari e la fissazione di udienza di fronte al Tribunale di Rovigo.
A suo carico, la Procura, a quanto si è appreso nei mesi scorsi, contesta i seguenti episodi di “taglio” dei velox: le incursioni avvenute a Bosaro il 19 maggio 2023, ancora a Bosaro il 19 luglio 2023, a Corbola il 24 dicembre 2023, a Taglio di Po il 24 dicembre 2023, a Rosolina il 03 gennaio 2024, ad Ariano Polesine il 17 dicembre 2024 e a Taglio di Po il 29 gennaio 2024.
Le ipotesi principali formulate erano quelle di danneggiamento e anche quella di interruzione di pubblico servizio, perché - come aveva sempre reso noto la Procura al momento della chiusura delle indagini preliminari - “era cagionata l’interruzione di un servizio pubblico in relazione alla attività di sorveglianza e repressione di violazioni del codice della strada nei territori di competenza dei comuni in cui erano avvenuti i danneggiamenti degli autovelox; con recidiva”. Questo, ovviamente, secondo la ricostruzione degli inquirenti.
Più marginali e limitate, invece, le condotte che erano state ipotizzate a carico dei tre coindagati. Per due di loro gli episodi di Corbola e di Taglio di Po che si sarebbero verificati il 24 dicembre del 2023. Per uno di loro, invece, unicamente l’episodio di Rosolina del 3 gennaio 2024.
Questo, almeno, secondo quanto ipotizzato in un primo momento, secondo un disegno che non ha comunque retto il vaglio degli accertamenti di polizia giudiziaria e Procura, tanto che, alla fine, è appunto arrivata la richiesta di archiviazione, accolta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rovigo.
Da sottolineare come, nella medesima richiesta di archiviazione dei tre, sia contenuto anche un passaggio che indica, invece, un elemento che supporterebbe le contestazioni a carico dell’indagato principale: uno dei presunti complici, infatti, una sera lo avrebbe, su richiesta, pressante, fatto scendere dall’auto sulla quale viaggiavano proprio in corrispondenza di uno dei velox poi abbattuti: ossia quello di Rosolina, che era stato tagliato il 3 gennaio del 2024. Un comportamento e una coincidenza in effetti apparsi davvero particolari al complice, che, letto sulla stampa del “taglio del velox”, avrebbe chiesto delucidazioni all’indagato principale, ricevendo, sostanzialmente, una ammissione.
Come detto, quindi, ora l'archiviazione mette un punto fermo nell’indagine. I tre indagati archiviati erano difesi dagli avvocati Federico Bardelle, Ivan Agnesini e Giorgia Furlanetto.
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