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Allarme sicurezza

Sale l’allerta anche in Polesine

Riunione del comitato provinciale presieduto dal prefetto Tancredi

Sale l’allerta anche in Polesine

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Anche a Rovigo sono scattate le misure rafforzate di sicurezza dopo lo scoppio del nuovo conflitto in Medio Oriente, con i raid statunitensi e israeliani del 28 febbraio contro l’Iran ai quali è seguita la risposta iraniana che ha esteso il perimetro di guerra.

Nella mattinata di oggi, mercoledì 4 marzo, il prefetto di Rovigo Franca Tancredi ha presieduto una riunione di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica incentrata proprio su questi aspetti. “Nel corso dell’incontro - spiega la prefettura in una nota - è stata condotta un’analisi di scenario sulla scorta dell’attuale quadro di crisi internazionale e delle direttive del ministero dell’Interno volte alla ricognizione degli obiettivi sensibili a livello locale e alla conseguente attualizzazione delle misure di vigilanza”.

E, si rimarca, “in esito alla riunione è stata pertanto disposta l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio a carattere generale nonché delle misure a tutela degli obiettivi ritenuti sensibili nella fase attuale, anche nella considerazione delle manifestazioni che interesseranno il territorio provinciale”.

Già il 2 febbraio il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva presieduto al Viminale un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica con i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence. E, cascata, le disposizioni sono state trasmesse a tutte le prefetture italiane, compresa quella di Rovigo. A livello nazionale l’elenco degli “obiettivi sensibili” comprende oltre 28mila siti. La vigilanza è stata immediatamente rafforzata soprattutto in quelli legati a Usa e Israele e le altre nazioni coinvolte nel conflitto, così come nelle infrastrutture più esposte al pericolo attentati: aeroporti, stazioni, porti. Ma anche strutture strategiche dal punto di vista energetico, e su questo anche il Polesine ha una sua area “sorvegliata speciale”.

Questa mattina, intanto, proprio per valutare l’aggiornamento sulla situazione si è riunito il comitato provinciale ordine e sicurezza per declinare a livello territoriale le indicazioni nazionali.

Il Viminale, già nei giorni scorsi ha deciso un’implementazione delle riunioni del Casa, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo. Ed ha innalzato, si rimarca nella nota del ministero, “anche il dispositivo di sicurezza su tutto il territorio in vista delle manifestazioni e degli eventi più significativi in programma nelle prossime settimane onde garantirne lo svolgimento in condizioni di massima sicurezza”.

Intanto, a fronte dell’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz che stanno generando forti turbolenze sui mercati internazionali dell’energia e dei carburanti, il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il ministero delle imprese e del made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha convocato per domani due riunioni della Commissione di allerta rapida.

La prima dedicata all’andamento dei mercati energetici, con particolare riferimento ai prodotti petroliferi e ai carburanti. La seconda, sarà invece focalizzata sulle possibili ricadute sull’inflazione, con specifico riguardo al carrello della spesa e al settore agroalimentare. Già da lunedì, su indicazione del ministro Urso, era stato potenziato il monitoraggio del Garante dei prezzi lungo tutta la filiera dei carburanti, con particolare riferimento ai listini consigliati dalle compagnie, ai margini di distribuzione e ai prezzi alla pompa: i primi esiti sono stati trasmessi alla Guardia di Finanza.

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