VOCE
l'allarme
05.03.2026 - 19:15
“Tutelarsi prima che sia troppo tardi, il rischio è di trovarsi di fronte a una situazione simile a quella del 2022”. A lanciare l’allarme sui possibili rincari delle bollette è Enrico Scarazzati, presidente della Lega Consumatori di Rovigo e vicepresidente nazionale. Ancora guerra. Ancora bombe, missili e morte. E ancora rincari per tutti. Non solo per i carburanti, ma, a cascata, anche sulle bollette. Le vette toccate tre anni avevano messo in ginocchio non solo gli utenti privati, ma anche esercizi commerciali, imprese e anche enti pubblici comprese le aziende sanitarie e le case di riposo. Un terremoto che rischia di ripetersi.
Anche Federconsumatori, guidata a Rovigo da Gianpietro Pegoraro, mette in guardia: “Non solo carburanti: le tensioni in Medio Oriente si stanno facendo sentire anche sul fronte energetico, come purtroppo ci aspettavamo - si spiega in una nota - E’ allarme energia per le famiglie, su cui aleggia lo spettro della bolla dei prezzi del 2022-2023 che ha messo in ginocchio milioni di utenti. C’è stato un aumento elevatissimo dei prezzi del gas: con l’escalation del conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz, ad Amsterdam le quotazioni registrano un incremento di oltre il 39%, raggiungendo quota 58,39 euro al megawattora, con picchi oltre 63 euro. In assenza del richiesto ma mai realizzato disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, anche l’energia elettrica risentirà di questi rialzi. Le ricadute rischiano di essere drammatiche per le famiglie: secondo le stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori possono raggiungere 349 euro annui per una famiglia che utilizza il gas per riscaldamento, acqua calda e cucina, se i prezzi si stabilizzano sul livello attuale. Più attenuati gli effetti sulla bolletta dell’elettricità, mediamente 114 euro annui in più”.
Scarazzati non si sbilancia sulle cifre dei possibili rincari, ma aggiunge: “Proprio da settembre abbiamo avviato una campagna per cercare di spiegare alle persone che era conveniente bloccare il prezzo del gas e dell’energia perché se ci fossero state difficoltà di approvvigionamento, ci sarebbero stati dei picchi verso l’alto. Purtroppo siamo stati profetici e ora assistiamo già a rincari enormi”.
Il prezzo del gas ha già superato i massimi da agosto 2022. E si riaffacciano fantasmi del passato. “Questa guerra - rimarca Scarazzati - rischia di riportarci a quanto abbiamo vissuto con lo scoppio della guerra in Ucraina, perché influenza direttamente il mercato energetico. E l’Italia in questo momento è fortemente dipendente dalla importazioni di gas gas naturale liquefatto. Nel giro di tre giorni abbiamo visto i prezzi raddoppiare, ma il timore è che si arrivino a raggiungere picchi preoccupanti. C’è anche il rischio di speculazioni, perché non può essere che in tre giorni il gas raddoppi e il gasolio balzi a 1,80 euro al litro. In ogni caso l’appello è questo: chi ha un contratto a prezzo variabile utilizzi il gas con parsimonia o corra ai ripari finché è in tempo. Il paradosso è che proprio gli utenti vulnerabili, che hanno il prezzo deciso da Arera, possano trovarsi a subire i rincari più pesanti. Come Lega Consumatori abbiamo avviato una campagna, ‘Bolletta Controllata: se non capisci la tua bolletta, non è colpa tua’. Perché molte voci sono poco chiare, noi le analizziamo con il cliente, voce per voce. L’informazione di primo contatto è gratuita. Perché nonostante la bolletta semplificata molte persone non sanno capire cosa pagano. E la variabile è quella della materia prima, ma collegate ci sono le altre voci, che crescono in proporzione”.
Il presidente di Lega Consumatori, poi, rimarca come i rincari si estenderanno a macchia d’olio e dalle bollette finiranno nel carrello della spesa: “Collegato al prezzo dell’energia c’è tutto il sistema produttivo italiano, perché siamo realtà nazionale energivora e dipendiamo dall’estero: questo effetto tsunami si riverbererà nei prossimi mesi. Anche i prezzi dei carburanti producono rincari generalizzati”.
Anche il Codacons lancia l’allarme: “La situazione in Medio Oriente avrà impatti diretti su prezzi e listini al dettaglio in una moltitudine di comparti, dagli alimentari alle bollette energetiche, passando per trasporti e turismo e arrivando ai mutui, ma per capire il reale peso della crisi in atto occorrerà attendere le prossime settimane e la risposta dei mercati ai nuovi scenari che si delineeranno. Al momento il pericolo maggiore è rappresentato dai carburanti, i repentini rialzi del petrolio e dei listini alla pompa comportano maggiori costi di trasporto per la merce venduta in negozi e supermercati, a partire dai generi alimentari, e influiscono anche sulle tariffe dei trasporti. Il governo tuttavia dispone già di strumenti per limitare almeno in parte il peso della crisi in atto: è possibile ricorrere alle ‘accise mobili’ come stabilito dal decreto 5/2023 che consente al governo di utilizzare l’extra-gettito Iva garantito dai rincari dei carburanti per ridurre le accise su benzina e gasolio, mantenendo così sotto controllo i prezzi alla pompa”.
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