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"Pila in sicurezza: è questione di rispetto per i pescatori"

L'appello di Giacomo Bovolenta

"Pila in sicurezza: è questione di rispetto per i pescatori"

“Il Porto di Pila, che rifornisce il principale mercato ittico del Veneto, non può essere gestito, come avviene da decenni, a colpi di ‘interventi straordinari’ per arginare i problemi di sicurezza per i lavoratori del mare, ma serve una soluzione di lungo periodo, che dia stabilità e certezze. E’ una questione di rispetto per i pescatori e per il Polesine”.

Lo spiega Giacomo Bovolenta, candidato alle elezioni suppletive del 22 e 23 marzo per il centrosinistra unito, sostenuto da Italia Viva, Pd, Avs e numerose altre forze politiche, civiche e della società civile.

“L’avvio della gara per il dragaggio del Porto di Pila è un segnale importante – spiega Bovolenta - che risponde alle sollecitazioni del territorio e al lavoro portato avanti dagli operatori del settore delle marinerie locali e dalle associazioni di settore. È la dimostrazione che quando i territori fanno sentire la propria voce, le istituzioni possono e devono ascoltare. Ma diciamolo con chiarezza: non è sufficiente”.

“Il porto di Pila – prosegue l’analisi - non può essere messo in sicurezza solo a colpi di interventi straordinari. Qui non siamo di fronte a un evento eccezionale, ma a un problema strutturale che si ripresenta ogni anno e che mette a rischio la vita dei pescatori, il loro lavoro e l’economia di un intero territorio. La verità è semplice: per troppo tempo le infrastrutture della pesca sono state considerate marginali. E invece sono infrastrutture strategiche, senza le quali non esistono lavoro, sicurezza né prospettive per le comunità del Delta del Po. Chi esce in mare ogni giorno non può farlo contando sulla fortuna o sull’ennesima soluzione tampone”.

“Serve una scelta politica netta: manutenzione programmata, risorse certe, interventi continui. Serve che lo Stato si assuma fino in fondo la responsabilità di tutelare queste infrastrutture produttive, riconoscendo il porto di Pila come porto di rilevanza primaria e garantendo finanziamenti strutturali, stabili e non occasionali. Dobbiamo dirlo senza giri di parole: la sicurezza dei pescatori non è negoziabile. Difendere il porto di Pila significa difendere lavoro vero, economia reale e presidio del territorio. Significa scegliere da che parte stare: dalla parte di chi lavora, rischia e tiene in piedi le nostre comunità, oppure dalla parte dell’immobilismo e delle promesse a scadenza”.

“Io sto da una parte sola – conclude Bovolenta - quella dei pescatori, delle marinerie e di un Delta del Po che chiede rispetto, rappresentanza, investimenti e futuro”.

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