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Femminicidio e impatto dei media

Con Altoditerra, contro la violenza

Il nuovo reato di femminicidio e il rischio di distorsioni nel racconto mediatico delle violenze di genere. Un pomeriggio di approfondimento, dedicato a una tema di estrema attualità, che ha portato alla sala Gran Guardia di Rovigo tante persone, non solo “addetti ai lavori”. L’incontro è stato organizzato da “Altoditerra”, associazione che si batte contro la violenza su donne e minori. Numerose anche le autorità, civili e militari, che hanno voluto presenziare. A moderare, Anna Osti, avvocato penalista e presidente di Altoditerra.

Alberto Garbellini, direttore de “La Voce di Rovigo”, è intervenuto su “La disinformazione nell’era dei social”; Alessia Vanoli, magistrato e giudice penale del Tribunale di Rovigo, ha affrontato il tema “La nuova fattispecie”; Dora Giorgianni, psicologa clinica e forense, ha parlato di “Le pulsioni nel reato di omicidio”.

L’intervento di Garbellini ha messo in evidenza come l’utilizzo del linguaggio e di espressioni improprie nel racconto mediatico della violenza di genere possa generare distorsioni nella percezione dello stesso fatto di violenza. E quindi i rischi della vittimizzazione secondaria (quando la vittima di violenza diventa vittima anche della distorsione della notizia) e della minimizzazione di questo tipo di violenza subita. “La premessa - ha detto - è di saper distinguere sempre fra fonti e media ufficiali dai social media. Inoltre fare informazione utilizzando espressioni che non perdano mai il rispetto della vittima e che non inducano il lettore ad una colpevolizzazione della stessa”.

La giudice Vanoli, poi, si è soffermata sulla nuova fattispecie del reato di femminicidio, uccisione della donna in quanto donna. Evidenziando però le diverse criticità di questa nuova norma in quanto contiene alcune parti generiche, e di non chiara applicabilità. Una norma per la quale non è escluso il ricorso alla Corte Costituzionale.

La psicologa Giorgianni, invece ha messo in luce i profili psicologici di questo tipo di reato, evidenziando come l’educazione e certe condotte subite in giovane età possano poi incidere sulla formazione e sulla propensione (a livello statistico) verso forme di violenze di genere. Alla fine dei tre interventi diverse domande hanno animato il dibattito, a dimostrazione dell’interesse per gli argomenti trattati.

Da parte di Altoditerra, un grande ringraziamento è andato ad Adriatic Lng, che, col proprio sostegno, “rende questa e numerose altre iniziative sul territorio possibili; al Comune di Rovigo, per avere concesso il patrocinio all’importante iniziativa; e al consiglio dell’ordine degli avvocati, i cui iscritti erano presenti in forze, per l’adesione e per avere accreditato la giornata, riconoscendo tre crediti formativi”.

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