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tribunale di rovigo

“Botte al suo bimbo, disabile”

Mamma rinviata a giudizio, per i presunti maltrattamenti al piccolo, di pochi anni

“Botte al suo bimbo, disabile”

Maltrattamenti. Questa l’ipotesi di reato con la quale una donna di circa 30 anni, è stata rinviata a giudizio, al termine dell’udienza preliminare, nella giornata di ieri, in Tribunale a Rovigo. La prima udienza del procedimento è prevista a maggio.

Secondo le ricostruzioni dell’accusa - che dovranno comunque essere vagliate nel corso di un processo dibattimentale - la donna avrebbe in varie occasioni strattonato, spintonato, picchiato, il figlio di pochi anni - i primi episodi risalirebbero a quando ne aveva appena tre - che soffriva anche di una disabilità. Si parla di strattonamenti, sculacciate, scappellotti, spinte, sino a farlo cadere.

La vicenda sarebbe emersa - a quanto si apprende - perché il padre, separato dalla madre, nel corso di alcuni incontri e chiamate col piccolo avrebbe percepito la paura e il timore di questo. Il bimbo, in effetti, pur con una proprietà di linguaggio ancora limitata, alla luce della giovanissima età, sarebbe riuscito a spiegare di avere paura della mamma, dal momento che lei lo picchiava. Ma, anche, le avrebbe domandato per quale motivo si comportasse in questa maniera.

Il genitore ha anche deciso di costituirsi parte civile nel procedimento, nominando l’avvocato Anna Osti, del foro di Rovigo, affinché affianchi l’accusa e domandi, eventualmente, un risarcimento per il danno subito. In ogni caso, sarà solo il dibattimento, che inizierà a primavera, a mettere un punto fermo nella vicenda, in un verso o nell’altro.

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