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tribunale di rovigo

In cinque escono già di scena

Per la spedizione punitiva finita in tragedia in centro

“Il saluto, poi quelle bottigliate”

In cinque escono di scena, tra assoluzioni e proscioglimenti. Uno, invece, viene rinviato a giudizio. Questo il verdetto dell’udienza preliminare, avvenuta nella giornata di giovedì scorso, legata alla tragedia che ha visto, il 19 luglio 2025, Amine Gara, 23 anni, tunisino venire ucciso a colpi di bottiglia rotta sotto le Torri. Ferito in maniera gravissima, non sopravvisse. Un connazionale, invece, venne salvato dalla celerità di intervento e dalle capacità professionali dei soccorritori.

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Per quella tragedia, il prossimo 29 aprile, sei cittadini pakistani saranno chiamati di fronte alla Corte d’Assise di Rovigo, per rispondere, a vario titolo, dell’esito letale di quella che, per gli inquirenti, fu una vera e propria spedizione punitiva, legata a un precedente screzio tra tunisini e pakistani, con il ferimento di uno di questi ultimi.

Nella giornata di giovedì, invece, si procedeva unicamente per il reato di rissa, tra i due gruppi che tornarono ad affrontarsi in quel tragico 19 luglio. In questo procedimento, i cinque indagati che escono di scena si vedevano ipotizzare, appunto, solo la rissa. Un sesto, invece, che è stato rinviato a giudizio, aveva la propria posizione collegata anche alla morte di Amine e al ferimento del connazionale. Il suo cammino processuale, quindi, lo porterà ora a dovere affrontare queste pesanti accuse in un processo dibattimentale.

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