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Velox sulla provinciale, partono le denunce

Altvelox, l’associazione che lotta contro l’installazione, ha fatto denuncia alla Procura

Velox sulla provinciale, partono le denunce

L’associazione Altvelox, che sta chiedendo accertamenti amministrativi sulla regolarità del velox previsto sulla Sp14, a Ceregnano, porta il caso all’attenzione della procura di Rovigo, delle alte cariche dello Stato, della Corte dei conti e degli organi di vigilanza.

Al centro dell’ennesima battaglia dell’associazione, l’installazione di una nuova postazione fissa e la mancata “ostensione dei documenti richiesti e l’assenza di riscontri da parte di Comune, Prefettura e Polizia Stradale e persino Rpct del Ministero dell'Interno”, scive in una nota l’associazione nazionale tutela utenti della strada Altvelox. La strumentazione è stata richiesta per la zona di via IV novembre in località Palà al chilometro 11+250.

Secondo quanto esposto nell’atto di querela denuncia “Altvelox aveva chiesto agli enti competenti di chiarire se l’impianto fosse stato effettivamente deliberato, quale apparecchiatura si intendesse utilizzare, con quale titolo tecnico, con quali atti istruttori, con quale spesa pubblica, con quali eventuali rapporti contrattuali e, soprattutto, con quali presupposti di legittimità tecnica e documentale”.

Visto il mancato riscontro, Gianantonio Sottile Cervini, presidente dell’associazione, ha dunque formalizzato una denuncia querela. In questo modo Altvelox chiede all’autorità giudiziaria di “acquisire gli atti, identificare i responsabili dei singoli segmenti procedimentali e valutare ogni eventuale profilo di rilievo penale, amministrativo, disciplinare e contabile. Il nodo centrale è semplice e non può essere aggirato con formule burocratiche: quando si rendono pubbliche notizie su installazioni autovelox o si programmano sistemi destinati a produrre verbali, sanzioni e conseguenze patrimoniali a carico dei cittadini, la Pubblica Amministrazione ha il dovere di esibire gli atti, chiarire i presupposti e dimostrare la piena conformità del procedimento alla legge. Il silenzio, in casi del genere, non rassicura”.

La questione gira intorno a questioni di diritto. Secondo Altveloc “il decreto prefettizio di individuazione del tratto stradale non può essere confuso con un titolo tecnico idoneo a superare le prescrizioni poste dal codice della strada.

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