VOCE
Bolzano
07.03.2026 - 20:00
Nella provincia autonoma di Bolzano più di 3mila dipendenti pubblici svolgono un secondo lavoro regolarmente autorizzato oltre all’impiego nell’amministrazione. Il fenomeno, emerso da dati citati dal Corriere della Sera, racconta una realtà variegata in cui, in alcuni casi, le entrate aggiuntive finiscono addirittura per superare lo stipendio principale, facendo salire i guadagni annuali fino a 100mila euro.
Tra le attività dichiarate figurano occupazioni molto diverse tra loro. C’è chi, pur lavorando come ingegnere nella pubblica amministrazione, organizza corsi di yoga, chi realizza mobili artigianali nella cantina di casa e chi collabora nel Gasthaus di famiglia, tipica locanda dell’Alto Adige. Alcuni dipendenti, secondo i dati riportati, hanno registrato entrate particolarmente elevate: in cima alla graduatoria compaiono un funzionario legato all’ingegneria civile e un lavoratore del settore ricettivo, entrambi con circa 100mila euro di compensi extra nell’arco dell’anno.
Il confronto con lo stipendio pubblico evidenzia uno scarto significativo. La retribuzione lorda media di un dipendente della Provincia supera infatti di poco i 30mila euro annui, rendendo in alcuni casi l’attività secondaria la principale fonte di reddito.
Subito dopo nella classifica degli introiti figurano un dipendente impegnato nell’assistenza sociale, con circa 74mila euro di guadagni aggiuntivi, e un lavoratore dei servizi alla persona, che ha dichiarato 72mila euro extra.
Queste cifre restano tuttavia casi isolati. La maggior parte dei dipendenti con un secondo impiego percepisce compensi molto più contenuti. Per circa due terzi dei lavoratori le entrate aggiuntive non superano infatti i 5mila euro all’anno, segno che nella maggioranza dei casi le attività secondarie rappresentano solo un’integrazione limitata al reddito principale.
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