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I volontari alle paralimpiadi

In missione, di nuovo

I volontari alle paralimpiadi

Anche la protezione civile di Porto Tolle è impegnata nel grande dispositivo organizzativo delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. Mercoledì mattina tre volontari sono partiti alla volta del Bellunese per partecipare alle attività di supporto alla popolazione e alle forze dell'ordine predisposte dalla Regione Veneto durante lo svolgimento dei giochi.

Si tratta di Robbi Michele, capo squadra, Ambrosio Massimo e Golinelli Christian, inseriti nel contingente provinciale della Protezione civile rodigina che opererà nei prossimi giorni nell'area di Borca di Cadore, uno dei tre punti individuati per il presidio dei volontari insieme a Longarone e San Vito di Cadore. Prima della partenza i volontari hanno ricevuto anche il saluto del sindaco Roberto Pizzoli, che li ha incontrati per augurare loro buon lavoro e ringraziarli, a nome di tutta la cittadinanza, per l'impegno e la disponibilità dimostrati nel rappresentare Porto Tolle in un servizio così importante.

L'attività, programmata dalla Regione Veneto, coinvolge a rotazione tutte le province venete, con squadre operative sia in presenza sia in reperibilità pronta partenza. I volontari sono stati dislocati in tre località strategiche del Bellunese: Longarone, Borca di Cadore e San Vito di Cadore. La squadra polesana è stata destinata proprio a Borca di Cadore. I volontari di Porto Tolle sono partiti insieme ad altre squadre dei gruppi di Protezione Civile della provincia di Rovigo, provenienti da Lendinara, Fiesso Umbertiano, Rovigo, Canalbianco e Pettorazza Grimani. Una volta giunti a destinazione, nel pomeriggio hanno preso parte a un briefing operativo al Coc di Cortina, durante il quale sono state organizzate le attività che li vedranno impegnati sul territorio fino a sabato 7, giorno previsto per il rientro.

Soddisfazione è stata espressa dal coordinatore Mario Robbi, che ha sottolineato il valore dell'esperienza: “Personalmente ritengo questa un'attività molto positiva sotto molti aspetti. È un servizio alla comunità ma anche un'occasione di scambio e confronto con altri gruppi e con altri modi di interpretare il mondo della protezione civile, legati alla cultura, al territorio e alla storia di ciascuno. È quindi un momento di crescita personale e soprattutto di consapevolezza di far parte di un sistema che, in questo caso, vede tutte le forze schierate e una grande collaborazione tra tutti”.

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