VOCE
Mestre
07.03.2026 - 12:00
Un nuovo tentativo di truffa ai danni di un anziano è stato sventato nel Veneziano, confermando un fenomeno criminale sempre più diffuso: bande che si spostano da altre regioni per colpire persone fragili e sole, spesso con la tecnica del finto carabiniere o del falso avvocato.
Nei giorni scorsi gli agenti della polizia ferroviaria di Mestre hanno fermato un uomo alla stazione, successivamente denunciato per tentata truffa aggravata e ricettazione. Durante un controllo, il sospettato è stato trovato in possesso di alcuni gioielli dei quali non è stato in grado di spiegare la provenienza. Gli accertamenti successivi hanno rafforzato i sospetti degli investigatori, collegando l’uomo a un tentativo di raggiro ai danni di un residente di San Donà di Piave.
La vittima aveva già presentato denuncia ai carabinieri di San Donà, raccontando di essere stata contattata con il consueto schema utilizzato dai truffatori: una telefonata che simula un’emergenza familiare e la richiesta urgente di denaro o preziosi per risolvere presunti problemi giudiziari di un parente. Dopo il fallimento del colpo, il sospettato si era allontanato a bordo di un taxi, facendo perdere momentaneamente le proprie tracce.
Le indagini sono proseguite grazie alla collaborazione tra le forze dell’ordine e all’analisi delle immagini di videosorveglianza, che hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo fermato a Mestre. I gioielli trovati in suo possesso sono ora al centro di ulteriori verifiche per chiarirne la provenienza.
Il caso si inserisce in un quadro investigativo più ampio. Solo pochi giorni prima la squadra mobile della questura di Venezia aveva intercettato un altro malvivente partito dalla Campania e diretto a Mirano, dove stava per mettere a segno una truffa da oltre 50 mila euro ai danni di un ex gioielliere di 92 anni. Anche in quell’occasione il criminale si era presentato con la falsa identità di un appartenente alle forze dell’ordine.
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