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Bonaccini: “Costruire un’alternativa credibile”

Il presidente del Pd Stefano Bonaccini lancia la candidatura di Giacomo Bovolenta alle supplettive

Bonaccini: “Costruire un’alternativa credibile”

Il presidente del Pd Stefano Bonaccini lancia la candidatura di Giacomo Bovolenta alle supplettive

 “Un centrosinistra unito è la condizione per battere la destra”. Questo lo slogan lanciato nel corso dell’incontro tra il presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini e il candidato del centrosinistra Giacomo Bovolenta in vista delle elezioni suppletive in Veneto. Presenti all’appuntamento la deputata Nadia Romeo e il segretario provinciale del Pd Angelo Zanellato. L’appuntamento, ospitato all’area ristorante dell’hotel Stella d’Italia, è stato l’occasione per ribadire il sostegno alla candidatura di Bovolenta e per rilanciare il tema dell’unità del campo progressista, sia a livello locale che nazionale.

Bonaccini ha sottolineato il valore del radicamento territoriale, indicando in Bovolenta una figura profondamente legata al Polesine e quindi alternativa a candidati percepiti come esterni. “Il centrosinistra deve essere unito, largo e compatto. E’ il viatico migliore per vincere, perché senza unità non si batte la destra”, ha spiegato il presidente del Pd, ricordando come la divisione del 2022 abbia favorito l’attuale maggioranza di governo.

Al centro della campagna di Bovolenta ci sono temi legati allo sviluppo locale: tutela dell’ambiente, rafforzamento dei servizi e valorizzazione del territorio polesano. L’obiettivo dichiarato è contrastare lo spopolamento e promuovere un modello di crescita più attento alle esigenze delle comunità locali, anche criticando l’installazione di impianti industriali che non portano benefici concreti al territorio.

“Abbiamo bisogno di tenere insieme un sistema plurale - ha aggiunto Bonaccini - Se non ora, con quello che sta accadendo nel mondo, in Europa e nel nostro Paese, non so quando mai le opposizioni a queste destre dovrebbero unirsi”.

La candidatura di Bovolenta rappresenta anche un esperimento politico di collaborazione tra diverse forze del centrosinistra. Il candidato, esponente di Italia Viva, è sostenuto da una coalizione che comprende Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, liste civiche e altre realtà locali.

“Direi decisamente sì, è un’esperienza che può essere considerata un nuovo passo verso un campo largo - ha dichiarato Bovolenta - Oggi abbiamo un centrosinistra unito, composto da Italia Viva, Partito Democratico, Avs e molte realtà civiche del Polesine. Credo che partendo dai programmi si possano unire ancora più forze”.

Nel dibattito è emerso anche il tema del possibile coinvolgimento del Movimento 5 Stelle. Bonaccini si è detto fiducioso: “In molte regioni e in tanti comuni siamo già stati alleati e spesso abbiamo vinto insieme. Mi auguro che si riesca a mettere insieme tutti quelli che pensano che questa destra vada battuta”.

Guardando al quadro nazionale, il presidente del Pd ha ribadito che l’obiettivo non è solo costruire un’alleanza elettorale ma un progetto politico alternativo: “Dopo il referendum bisogna iniziare a costruire l’alternativa. Non basta una coalizione contro la destra, serve una coalizione che abbia un progetto per l’Italia”.

Sul referendum in corso, Bonaccini ha anche affrontato il tema delle possibili conseguenze politiche. Secondo il presidente del Pd, un’eventuale vittoria del “no” rappresenterebbe un segnale politico forte ma non aprirebbe automaticamente una crisi di governo. “Noi non abbiamo nessuna intenzione di chiedere le dimissioni del governo, né in un caso né nell’altro. La destra si batte nelle urne, alle elezioni politiche, non con un referendum”, ha chiarito.

Allo stesso tempo, Bonaccini ha osservato come un risultato negativo per il “sì” potrebbe comunque indebolire politicamente l’esecutivo. “Sembrava una partita persa in partenza - ha detto - ma i sondaggi delle ultime settimane indicano che il ‘no’ è in rimonta e può davvero vincere. Se accadesse, sarebbe la dimostrazione che molti italiani stanno cambiando giudizio su un governo che non sta mantenendo le promesse”.

Bonaccini ha citato alcune criticità che, a suo avviso, stanno emergendo nel Paese: crescita economica debole rispetto agli altri Paesi europei, difficoltà della sanità pubblica e un clima di crescente insicurezza nelle città. “Noi vogliamo costruire un’alternativa credibile - ha concluso - ma la sfida si vincerà quando gli italiani torneranno a votare per scegliere un nuovo governo”.

Le elezioni suppletive nel collegio polesano assumono quindi un valore che va oltre il territorio, diventando anche un banco di prova per la capacità del centrosinistra di presentarsi compatto e competitivo nelle sfide politiche dei prossimi anni.

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