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Il lutto

Un terribile male la porta via a 47 anni

Una professionista stimata e madre di due figlie si è spenta in pochi mesi

«Quel sorriso negli uffici di San Donà»: addio a Denise Padovese, la geometra che ha cucito la città con pazienza e precisione

Una professionista stimata e madre di due figlie se n’è andata a 47 anni. L’intera comunità di San Donà di Piave si stringe alla famiglia, mentre colleghi e cittadini ricordano il suo impegno silenzioso per l’urbanistica e i servizi ai sandonatesi.

All’ingresso del municipio, tra la bacheca dei permessi edilizi e la porta dello Sportello Unico per l’Edilizia, per anni c’è stato un rito discreto: un "buongiorno" fermo, la cartellina con le tavole in braccio, un sorriso capace di stemperare la tensione di chi entrava con dubbi e pratiche da sbrigare. Quel sorriso era di Denise Padovese. Oggi non c’è più. E la notizia della sua scomparsa, avvenuta a soli 47 anni dopo una malattia insorta a settembre 2025, ha lasciato un vuoto che non si misura soltanto in ricordi, ma nelle piccole grandi cose di una città che lei ha contribuito a far funzionare. I funerali sono previsti per martedì 10 marzo. La piange il marito, la piangono le due figlie, la piangono colleghi e cittadini che, spesso senza saperlo, hanno beneficiato della sua competenza in Comune.

Ricostruire il lavoro di Denise Padovese significa raccontare un mestiere che raramente finisce in prima pagina ma che, nel quotidiano, incide profondamente sulla qualità della vita di una comunità. In un Comune come San Donà di Piave, l’attività dei geometri del settore tecnico è il perno della gestione dell’edilizia privata, della verifica delle pratiche (CILA, SCIA, permessi di costruire), dei rapporti con i professionisti esterni e con i cittadini. È un lavoro paziente, normativo, di front-office e back-office insieme, scandito da scadenze, sopralluoghi, protocolli digitali e coordinamenti con altri enti. Lo confermano le descrizioni di servizio e gli assetti organizzativi pubblici: tra questi, lo Sportello Telematico Unificato del Comune che inquadra compiti e contatti delle unità tecniche, segno di una macchina amministrativa che negli anni si è digitalizzata senza rinunciare al presidio umano al bancone.

Non è un caso se, nelle realtà municipali del Veneto Orientale, la figura del geometra d’ente locale viene raccontata come cerniera tra norme, territorio e persone: si passa dal controllo documentale alla verifica in sito, dalla lettura delle tavole alla gestione dei flussi sul portale edilizio; si siede al tavolo con il cittadino che ristruttura casa, con l’impresa che apre un cantiere, con il tecnico che chiede un chiarimento su una destinazione d’uso. Anche le fonti sindacali che seguono gli addetti degli enti locali a San Donà di Piave ricordano quanto sia articolato – e spesso sotto organico – il lavoro negli uffici di Edilizia Privata, dove istruttori tecnici e geometri assicurano continuità di servizio e relazione con l’utenza.

Chi ha frequentato il municipio sa che dietro una pratica accolta, una comunicazione corretta, un iter che arriva a compimento, c’è sempre una persona. Nel caso di Denise, a testimoniarlo è la stessa cronaca locale che l’ha salutata come «geometra in Comune» e «mamma di due figlie», insistendo sul valore umano oltre che professionale: una donna che teneva insieme rigore e delicatezza, prontezza e disponibilità. Nelle parole di colleghi e amministratori emergono tratti che nella pubblica amministrazione non sono optional: precisione, ascolto, responsabilità. E una cura per i dettagli che nei mestieri tecnici è molto più di una dote caratteriale: è garanzia di legalità urbanistica, di sicurezza e di trasparenza nei rapporti con i cittadini.

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