VOCE
GUARDA VENETA
09.03.2026 - 06:00
Nel cuore di Guarda Veneta, nella piazzetta accanto all'ufficio postale, ieri, è stata inaugurata la panchina gialla, un'iniziativa simbolica dedicata alle donne in occasione della loro festa.
Alla cerimonia del taglio del nastro erano presenti il sindaco Sandro Andreotti, il vicesindaco e assessore al sociale Maura Casazza e il presidente della Pro loco Damiano Ghiraldello, insieme a rappresentanti delle associazioni locali e a numerosi cittadini.
Nel suo intervento il primo cittadino ha sottolineato il valore simbolico dell'iniziativa: “Con questa panchina la nostra amministrazione vuole dichiarare con forza la propria distanza da ogni forma di violenza. Sulla targa ogni cittadino potrà leggere parole di speranza. Questo luogo è un invito a fermarsi e riflettere, un richiamo alla prevenzione e alla cura di sé come primo gesto di libertà e di amore verso se stessi”.
Sulla stessa linea anche il presidente della Pro loco, Damiano Ghiraldello:
“Abbiamo scelto di puntare su un messaggio positivo, associando le donne non alla violenza ma alla forza e all'energia che sanno trasmettere. Ringrazio il mio team: molte delle persone che collaborano con me sono donne e rappresentano una risorsa fondamentale per la nostra comunità”.
Alla mattinata hanno partecipato anche Patrizia Angeloni per l'Acli e Cornelio Siviero per l'Auser, oltre ai numerosi volontari di Unpli, Pro loco che hanno collaborato all'organizzazione dell'evento preparando un ricco buffet e distribuendo mimose ai presenti.
Molto partecipato e sentito l'intervento del vicesindaco Maura Casazza: “Da donna vorrei sottolineare il significato profondo della panchina gialla: un luogo che invita al dialogo. Il giallo è il colore dell'energia, della gioia e della saggezza. Come la mimosa possiamo sembrare fragili, ma siamo unite e tenaci di fronte a chi ancora pensa di poterci sottomettere”.
Casazza ha infine rivolto un pensiero alle donne iraniane e a tutte quelle che nel mondo subiscono violenze e discriminazioni: “Non dobbiamo virarci dall'altra parte. Le donne non sono una categoria, ma una realtà attiva in ogni ambito della vita sociale. Sappiamo trasformare il dolore in forza per agire. Per questo ogni giorno dovrebbe essere la festa della donna”.
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