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LA STORIA

Un angelo rodigino a Lampedusa

Tra gli interventi più effettuati, quelli sulle ustioni. “Attività di grande umanità e attenzione”

Un angelo rodigino a Lampedusa

Da Rovigo a Lampedusa il tragitto è breve, dopotutto, se lo si fa con il bagaglio del volontariato. E’ la storia di Andrea Armani, medico in pensione, largamente attivo nel comitato di Rovigo della Croce Rossa italiana, che si trova ora in servizio all’hotspot della piccola isola, porta dell’Europa, al largo della Sicilia. Sono 13 le settimane cumulative dedicate all’assistenza delle persone migranti che il volontario ha svolto e sta continuando a fare in questi momenti.

In ordine di tempo, Armani è sbarcato lunedì sera scorso, iniziando il servizio martedì mattina, quando nel centro gestito dalla Croce rossa erano presenti 30 ospiti, e continuandolo poi anche nei giorni successivi, arrivando fino all’accoglienza di 130 persone nella mattinata di mercoledì a Contrada Imbriacola. Giovedì, invece, sono state rinnovate le ultime medicazioni per ustioni da idrocarburi sui pazienti, con il successivo trasferimento dei migranti a Porto Empedocle.

Andrea, oltre a essere un grande amico - commenta Alberto Indani, presidente del comitato rodigino - è molto presente fin da quando, dopo gli anni di lavoro come medico all’Ulss 5, si è iscritto da noi, nel periodo dell’emergenza Covid, seguendo in particolare le operazioni della campagna vaccinale. Dopo i corsi specializzanti, quando è stato reso possibile partecipare ai progetti delle missioni anche ai volontari, è partito più volte per Lampedusa”.

Una presenza rodigina, insomma, nel cuore del luogo che nel luglio 2013 accolse, come primo viaggio del pontificato, papa Francesco, in quell’accorato appello in memoria delle vittime del mare, della tratta, di quella “globalizzazione dell’indifferenza” mercificata da una cultura dello scarto diffusa. Una “spina nel cuore che porta sofferenza”, come l’aveva definita nell’omelia al campo sportivo Arena, dove si celebrava la messa, che riporterà anche il suo successore, Leone, sull’isola il prossimo 4 luglio.

Ma fu nel 2015 che venne istituito appositamente il centro di accoglienza migratoria. Proprio lì, dal 2023 in gestione alla Croce rossa italiana, racconta il medico: “Tra gli interventi più effettuati (oltre alla normale attività di registrazione, e identificazione dei cittadini stranieri appena sbarcati, sia richiedenti asilo che migranti irregolari), compaiono quelli per alleviare le problematiche derivanti dalle ustioni, dai traumi contusivi e dai dolori diffusi associati alla traversata marittima. Le attività di accoglienza sono state straordinarie, piene di umanità e attenzione”.

E in fondo non può mancare il ringraziamento al comitato rodigino per l’esperienza sul campo che sta vivendo, un cuore colmo di soddisfazione, anticipa, già pronto a nuove attraversate di speranza e servizio.

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