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Bonifica in crisi per il caro energia

Il direttore Laurenti: “Risorse che saranno sottratte all’operatività. Siamo in difficoltà”

Bonifica in crisi per il caro energia

Il caro energia rischia di mettere in ginocchio anche il Consorzio di bonifica del Delta del Po, che a causa degli aumenti di questi giorni rischia di trovarsi, da qui alla fine dell’anno, con un contro di 283mila euro più alto rispetto a quanto preventivato. Sono i riflessi locali del conflitto in Medioriente, che preoccupano, e non poco. I rincari di questi giorni, infatti, hanno messo sotto pressione i conti del Consorzio di bonifica Delta del Po, costringendo l’ente a rivedere le proprie priorità operative.

Il sistema di difesa idraulica del Delta si regge infatti su una rete di 41 idrovore che rappresentano il principale baluardo contro il rischio di allagamenti in un territorio che, in alcuni punti, si trova fino a quattro metri sotto il livello del mare. Strutture fondamentali che però funzionano grazie all’energia elettrica, e che oggi risentono pesantemente delle oscillazioni del mercato.

Il bilancio per il 2026 ammonta a circa nove milioni di euro e prevedeva una spesa energetica di 2,5 milioni. Ma l’escalation del conflitto ha cambiato rapidamente lo scenario. Fino ai giorni precedenti l’inizio delle ostilità il prezzo dell’energia era di circa 100 euro per megawattora: dal 4 marzo la media è salita a 150 euro/MWh, con un incremento del 50%, fino al picco registrato nella mattinata di ieri di 217 euro/MWh.

Secondo le proiezioni, da qui alla fine dell’anno il Consorzio - che oltre alle idrovore gestisce anche una trentina di impianti irrigui - potrebbe trovarsi a sostenere una spesa aggiuntiva di circa 283mila euro rispetto alle previsioni iniziali.

Il direttore del Consorzio Rodolfo Laurenti non nasconde la preoccupazione: “Sappiamo che i costi energetici aumentano velocemente e calano lentamente. Con un aggravio imprevisto di 283mila euro saremo costretti a sottrarre queste risorse all’operatività. Sono risorse versate dai cittadini contribuenti che dal 2025 devono farsi carico anche dei costi per rimediare ai danni da subsidenza pari a 400mila euro l’anno, precedentemente coperti dallo Stato. Rendiamo pubblici questi dati per far comprendere le difficoltà, spesso imprevedibili, con cui combattiamo ogni giorno”.

In questo contesto il Consorzio aderisce anche all’iniziativa nazionale promossa da Anbi, “Idrovore tricolori”. Nella notte di giovedì l’ex idrovora di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po, sarà illuminata con i colori della bandiera italiana per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del settore della bonifica.

“Il Delta del Po si unisce idealmente a tutti i Consorzi d’Italia in un’azione spettacolare per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del comparto - spiega la presidente Virginia Taschini - non ci sarà un aumento dei consumi perché Ca’ Vendramin è già abitualmente illuminata e, grazie agli interventi Pnrr conclusi la scorsa estate, l’impianto è stato dotato di luci a basso consumo”. Un gesto simbolico per accendere i riflettori su un sistema di difesa del territorio spesso invisibile, ma essenziale per la sicurezza di migliaia di cittadini e per la tutela di uno dei paesaggi più delicati d’Italia.

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