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il caso

“Ora si spengano tutti i velox”

Sottile Cervini: “Dopo quello che è successo a Napoli non si può più far finta di nulla”

“Ora si spengano tutti i velox”

I ministeri non si parlano e il prefetto di Napoli accieca tutti gli autovelox. E ieri, Altvelox, l’associazione che “aiuta ed assiste gli automobilisti vessati dagli autovelox”, ha inviato una pec a tutte le prefetture del Veneto, compresa quella di Rovigo, per chiedere di fare altrettanto. Più precisamente di sospendere immediatamente in autotutela i decreti che autorizzano l’uso dei dispositivi di rilevazione automatica della velocità sulle tratte provinciali e, in attesa di un loro riesame, la disattivazione di tutti i velox.

Il nodo è sempre lo stesso: come ribadito anche da una recentissima sentenza della Cassazione, l’approvazione del ministero delle Infrastrutture e Trasporti non è sufficiente, per la legittimità delle multe del velox ma serve l’omologazione del ministero delle Imprese e made in Italy. Il decreto congiunto dei due ministeri si è arenato un anno fa. Questo stallo fa cadere davanti ai giudici di pace le multe impugnate. E’ successo a più riprese anche a Rovigo.

Proprio per questo, il 3 marzo il prefetto di Napoli Michele di Bari ha sospesi i decreti che autorizzavano 67 autovelox: “Al fine di garantire la piena conformità e legittimità dei dispositivi attualmente autorizzati, si rende necessario verificarne la conformità ai nuovi criteri tecnici e operativi, nelle more dell’adozione delle disposizioni attuative relative all’omologazione dei misuratori di velocità e alla conformità tecnica di ciascun dispositivo”.

Altvelox ha colto la palla al balzo. “Dopo Napoli - spiega - non è più sostenibile far finta che nulla sia cambiato. Se un Prefetto ha ritenuto di dover sospendere per verificare la conformità al decreto del 2024, lo stesso dovere di riesame deve valere ovunque. Due pesi e due misure non sono più accettabili, soprattutto quando in gioco vi sono sanzioni seriali, legalità amministrativa e fiducia dei cittadini nelle istituzioni

Nell’istanza inviata al prefetto di Rovigo Franca Tancredi, e per conoscenza al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e al dirigente sulla Sezione Polizia stradale di Rovigo, ha chiesto di “disporre, con effetto immediato e in via cautelativa, la sospensione del decreto prefettizio del 4 luglio 2025, nonché di ogni atto presupposto, integrativo, confermativo, collegato o conseguenziale”, di “procedere al riesame integrale in autotutela del predetto assetto autorizzativo e, all’esito, al suo annullamento o revoca per tutte le tratte e per tutte le postazioni per le quali non sia immediatamente disponibile una documentazione completa, analitica e verificabile attestante il pieno rispetto dei presupposti e delle prescrizioni imposti dal Decreto ministeriale 11 aprile 2024” e che “che, nelle more del riesame, vengano impartite agli enti proprietari delle strade, ai comandi di polizia locale e agli organi accertatori le necessarie disposizioni affinché siano disattivate e, ove non conformi, disinstallate sino all’adeguamento tutte le postazioni fisse o comunque utilizzate in contestazione differita ricomprese nelle tratte oggi mantenute in vigore dal quadro prefettizio provinciale”.

Per Altvelox, spiega il presidente Gianantonio Sottile Cervini, “la questione non è ideologica e non riguarda un rifiuto dei controlli di velocità. Riguarda, al contrario, la legalità dell’azione amministrativa, la trasparenza dei procedimenti e la validità degli accertamenti che incidono direttamente sui diritti dei cittadini. I controlli sono legittimi solo se fondati su atti istruttori completi, su presupposti effettivi e su apparecchi collocati e utilizzati nel pieno rispetto della legge”. L’associazione spiega poi che “il Veneto costituisce soltanto il primo passaggio di una iniziativa destinata a proseguire anche nel resto del territorio nazionale”.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    10 Marzo 2026 - 08:09

    la risposta potrebbe essre molto semplice:chi ha firmato le aurotizazzioni, paghi di tasca propria il maltolto!! no con la cassa dei comuni..ma con la trattenuta di un quindo sulla busta paga!!

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