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Cagnetta uccisa, chiusa in un sacco e abbandonata

Denunciati in due

Cagnetta uccisa, chiusa in un sacco e abbandonata

Il corpo di una cagnetta è stato ritrovato nei giorni scorsi all’interno di un sacco nero abbandonato in un vajo, in una zona boschiva a nord di Verona. L’episodio è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria dopo le indagini condotte dalla polizia provinciale, che ipotizza il reato di uccisione di animale.

A scoprire il sacco è stato un cacciatore della zona, che durante un’uscita ha notato la presenza di un involucro scuro in fondo a una scarpata. Dal sacchetto spuntava la coda di un cane. L’uomo ha quindi contattato il comando della polizia provinciale di Verona, segnalando quanto osservato.

Gli agenti intervenuti sul posto hanno recuperato il corpo dell’animale, una femmina adulta di medie dimensioni. Durante i primi accertamenti sono state riscontrate evidenti ferite alla testa. Da quel momento sono partite le verifiche per risalire all’identità del cane e ricostruire quanto accaduto.

Gli investigatori hanno individuato il microchip presente sull’animale, elemento che ha consentito di ricostruire parte della sua storia. Secondo quanto emerso, la cagnetta era stata ceduta diversi anni fa dai proprietari originari a una coppia residente nel Veronese.

Il corpo dell’animale è stato quindi sottoposto ad accertamenti forensi presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Gli esami avrebbero evidenziato che il cane era stato recentemente sottoposto a un’ecografia. In base alla ricostruzione degli inquirenti, l’animale sarebbe stato affetto da un tumore e avrebbe necessitato di cure veterinarie.

Alla luce degli elementi raccolti, la polizia provinciale ipotizza che la cagnetta possa essere stata uccisa con colpi alla testa e successivamente chiusa in un sacco nero e abbandonata nel bosco. Un uomo e una donna sono stati quindi deferiti all’autorità giudiziaria con l’accusa di uccisione di animale, reato previsto dal codice penale per chi provoca la morte di un animale per crudeltà o senza necessità.

"Per quanto emerso dalle nostre indagini l’ipotesi ricostruita è plausibile – ha dichiarato il comandante della polizia provinciale Damiano Cappellari – ma le responsabilità dovranno essere accertate dall’autorità giudiziaria".

Il comandante ha inoltre sottolineato il lavoro svolto dagli agenti impegnati nelle indagini e ha ringraziato il cacciatore che ha segnalato il ritrovamento del corpo dell’animale alle autorità. Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

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