VOCE
VENETO
11.03.2026 - 19:00
Nel cuore di Padova prende forma una delle sfide scientifiche più ambiziose del nostro tempo. Il Consorzio Rfx, polo internazionale dedicato alla ricerca sulla fusione nucleare, rappresenta uno dei centri più avanzati impegnati nello sviluppo delle tecnologie che dovranno rendere possibile una nuova generazione di energia pulita.
Dal 2009 al 2025 le infrastrutture del consorzio hanno attratto circa 300 milioni di euro di investimenti internazionali, con il coinvolgimento diretto di oltre 230 tra ricercatori, dipendenti e dottorandi e la collaborazione di una trentina di imprese. Il progetto riunisce istituzioni scientifiche e industriali di primo piano come Cnr, Enea, Infn, Università di Padova e Acciaierie Venete, impegnate nello sviluppo di tre grandi apparati sperimentali: Rfx-mod2, Spider e Mitica.
Giovedì 12 marzo la sede del consorzio aprirà le porte al pubblico con visite guidate a partire dalle 15, mentre alle 17 si terrà l’incontro “Energia, il futuro è adesso. L’impatto delle nuove tecnologie nella transizione”, promosso dal gruppo Nord Est Multimedia per analizzare prospettive e strategie energetiche del Paese e del Nord Est.
Proprio a Padova si sviluppa uno degli esperimenti chiave collegati a Iter, il grande progetto internazionale destinato a dimostrare la fattibilità della fusione nucleare a confinamento magnetico. L’obiettivo è ottenere energia dalla fusione dei nuclei di deuterio e trizio allo stato di plasma, un processo capace di produrre energia senza emissioni climalteranti e con livelli di sicurezza elevati.
La ricerca condotta nei laboratori del consorzio è concentrata in particolare sulla tecnologia della Neutral Beam Injection, il sistema che consente di riscaldare il plasma nelle macchine a fusione attraverso l’iniezione di particelle neutre generate da ioni negativi.
Due esperimenti rappresentano il cuore di questo lavoro scientifico. Spider è dedicato alla produzione e all’accelerazione di ioni a carica negativa, mentre Mitica costituisce il sistema completo dell’iniettore che dovrà portare il plasma, confinato magneticamente nel tokamak, a temperature di circa 150 milioni di gradi, dieci volte superiori a quelle presenti nel nucleo del Sole. A queste condizioni i nuclei di deuterio e trizio possono fondersi generando elio e neutroni energetici, con la possibilità teorica di produrre fino a cento volte l’energia necessaria per avviare il processo.
Una volta completato e validato, il sistema Mitica sarà replicato a Cadarache, nel sud della Francia, dove è in costruzione il reattore sperimentale Iter, progetto sostenuto da Unione Europea, Stati Uniti, Russia, Cina, India, Giappone e Corea del Sud. Il programma prevede investimenti complessivi per circa 25 miliardi di euro entro il 2034, quando l’impianto dovrebbe dimostrare la capacità di mantenere una reazione di fusione controllata con bilancio energetico positivo.
L’interesse verso questa tecnologia è cresciuto rapidamente negli ultimi anni anche nel settore privato. Secondo il Global Fusion Industry Report 2025, i finanziamenti destinati alla fusione nucleare hanno raggiunto 9,7 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto ai 4,8 miliardi registrati nel 2022, con la quota principale proveniente da investitori privati.
La prospettiva della fusione rappresenta uno degli scenari più avanzati nella transizione energetica globale. Tuttavia, la realizzazione di centrali elettriche basate su questa tecnologia richiederà tempi lunghi. Secondo le valutazioni degli esperti coinvolti nel progetto, la disponibilità commerciale di impianti a fusione è ipotizzabile oltre la metà del secolo.
Nel frattempo, la ricerca produce ricadute tecnologiche significative per l’industria. Le aziende coinvolte nello sviluppo dei componenti sperimentali lavorano infatti alla realizzazione di sistemi e dispositivi unici, spesso caratterizzati da processi produttivi innovativi che aprono nuove opportunità di mercato.
Collaborazioni di questo tipo hanno già generato importanti risultati industriali, con imprese che, dopo aver sviluppato tecnologie per il progetto Rfx, hanno ottenuto commesse internazionali legate a Iter o applicazioni in altri settori energetici e tecnologici.
In questo contesto i distretti industriali del Nord Est, in particolare quelli della meccanica di precisione e dell’elettronica, svolgono un ruolo rilevante nello sviluppo delle componenti necessarie alla fusione. Il territorio ha progressivamente consolidato competenze avanzate nella realizzazione di magneti superconduttori, sistemi di controllo elettronico e camere a vuoto, elementi fondamentali per i reattori a fusione.
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