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POLITICA

“Re codardo? Si ignora la storia”

Filiberto replica alle polemiche durante la giornata della donna al Quirinale

“Re codardo? Si ignora la storia”

La polemica esplode dopo l’intervento dell’ingegnera aerospaziale Amalia Ercoli Finzi al Quirinale durante le celebrazioni per la Giornata internazionale della donna. Tra i passaggi più discussi del suo discorso, il ricordo della nonna che nel 1946, in occasione del referendum tra monarchia e repubblica, definì “codardo il re”. Parole che hanno provocato la reazione pubblica di Emanuele Filiberto di Savoia, intervenuto sui social per contestare quella definizione e difendere la memoria della famiglia reale che si trovò a fronteggiare un momento, se non quello più drammatico, di estrema difficoltà governativa, tra ventennio e Armistizio. 

“Più che raccontare la storia, simili parole dimostrano quanto facilmente le persone possano essere state male informate o fortemente influenzate dal clima politico di quegli anni. In un’epoca in cui l’accesso alle informazioni era limitato e il dibattito pubblico era spesso dominato dalla propaganda dei partiti, in particolare di una certa sinistra, non è difficile immaginare quanto certe narrazioni possano aver condizionato molte coscienze”, ha scritto Filiberto nei suoi canali social.

Nel suo intervento ha ricordato come Umberto II di Savoia accettò l’esilio dopo il referendum istituzionale del 1946 per evitare tensioni interne e il rischio di una guerra civile tra italiani, scelta che diversi storici interpretano come un gesto di responsabilità istituzionale: "Definire codardo un Re d’Italia significa ignorare la complessità della nostra storia” ha poi aggiunto, sottolineando che il sovrano regnò per quasi mezzo secolo attraversando due guerre mondiali e uno dei periodi più complessi della storia nazionale.

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