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“Si facciano tre Ats in Polesine”

La proposta del segretario Pd

“Si facciano tre Ats in Polesine”

“Il mio appello al sindaco di Rovigo Valeria Cittadin, che era una sindacalista proprio della Cisl, è che si faccia promotrice di una iniziativa nei confronti dei suoi colleghi sindaci per ottenere dalla Regione la costituzione di 3 Ats nel Polesine”. Francesco Gennaro, segretario del Pd di Rovigo, chiede una “rivoluzione” dei nascenti Ambiti territoriali sociali, i nuovi enti dotati di personalità giuridica autonoma che in forma associata dovranno gestire tutti i servizi sociali oggi a carico dei singoli Comuni, che in Polesine sono due, l’Ats 19 di Adria, che comprende 10 Comuni, e l’Ats 18 “di Lendinara”, che comprende i restanti 40 Comuni, fra i quali il capoluogo.

Secondo Gennaro, si potrebbero creare due nuovi Ats dal 18, “seguendo una ripartizione territoriale più efficiente con un ambito di Sinistra Po che potrebbe avere il suo centro operativo all’ospedale di Trecenta, dove c’è già un ospedale di comunità e Castelmassa con l’istituendo punto di accesso. L’Ats della Destra Adige invece potrebbe rimanere come sembra al momento previsto con punto di accesso a Badia Polesine o Lendinara e centrale operativa a Rovigo, ma con un territorio più piccolo e uniforme da gestire”.

Secondo il segretario Pd “serve lo stimolo del comune capoluogo e la consapevolezza di tutti i suoi colleghi, specialmente dei comuni più piccoli, e sono tanti, che devono attivamente muoversi per aggregarsi in forma di Consorzio per ottenere lo scopo di avere maggiori servizi e maggiore efficienza”.

Gennario aggiunge: “Come hanno rilevato gli esponenti della Cisl, ancora non sappiamo quale sarà l’inquadramento degli attuali dipendenti pubblici e se si riuscirà, con questa ripartizione, a dare continuità ed efficienza alla gestione dei servizi socio-sanitari. Il Pd rodigino, come si era espresso in passato, ritiene che la creazione degli Ats sia una occasione importante per migliorare l’erogazione dei servizi nel territorio e bene ha fatto la Regione a stimolare in modo diretto le istituzioni locali a ‘darsi una mossa’. Quando, personalmente, ho chiesto al sindaco di interessarsi del tema, ho ricevuto la risposta che del tema non si occupava e che la gestione era nelle mani di Lendinara. Da allora a oggi sono intervenuti dei cambiamenti: l’assessore ai Servizi sociali di Rovigo è cambiata; la Regione sembra aver dato una piccola proroga, è cambiato anche il Direttore generale della Ulss 5 Polesana. Adesso c’è un treno che sta passando, almeno per quanto riguarda i servizi socio-sanitari e non lo dobbiamo perdere”.

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